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Roma, lo stop dei taxi: il motivo dello sciopero

La categoria incrocia le braccia. I motivi dello scontro si allacciano alla gestione della Giunta Capitolina, considerata penalizzante

Roma, lo stop dei taxi: il motivo dello sciopero
Sciopero dei taxi

Si fermano i tassisti romani. La spiegazione della protesta è riassunta nei punti di un comunicato del sindacato USB. Quello della sigla sindacale vuole essere un segnale netto e deciso contro un metodo che, agli occhi dei manifestanti, ha trasformato il Campidoglio in una stanza degli specchi, un luogo dove l’Amministrazione decide da sola, calando decisioni unilaterali su una categoria che non viene né concretamente consultata, né rispettata

I motivi dello sciopero: “un dialogo negato dalla amministrazione”

Riccardo Cacchione, coordinatore USB Taxi, spiega i motivi che hanno portato al blocco e nel mirino c’è la gestione del Campidoglio: “L’Amministrazione gestisce la mobilità trasformando il dialogo in un monologo, respingendo ogni nostra istanza prima ancora di ascoltarla. USB sciopera perché non accetta che temi fondamentali come il contrasto all’abusivismo e al Far-West degli NCC siano trattati con totale disinteresse e, al contempo, siano calati dall’alto diktat su qualsiasi decisione. Siamo stanchi di un sistema in cui siamo invisibili quando si tratta di vedere riconosciuti i nostri diritti, mentre su di noi gravano esclusivamente tutti i doveri e gli oneri. Non abbiamo mai fatto sconti a nessuno e non ne faremo, non possiamo accettare di essere semplici esecutori di scelte prese da chi ignora la realtà della strada”.

L’USB “Mobilitazione necessaria” e preannuncia anche nuove battaglie.

La lotta sindacale si regge si vari punti, rigorosamente elencati. I tassisti scioperano per bloccare il fenomeno dell’abusivismo: “Roma è un far west, una terra di conquista per multinazionali e per un esercito di NCC che operano senza prenotazione e con tariffe libere svincolate, in totale spregio delle norme che impegnano il servizio di piazza. L ‘inerzia del Comune davanti a tutto questo è un segnale di complicità”. Nel mirino anche il Chiamataxi: “Uno strumento che dovrebbe rappresentare il brand del Comune in termini di trasporti è lasciato in uno stato di abbandono inammissibile, per di più con l’aggravante che le multinazionali, nel frattempo, spesso operano taglieggiando l’utenza con algoritmi “tarati” per danneggiare il servizio pubblico”.

Viabilità,  regolarizzazione dei percorsi urbani e  licenze: “Il gioco delle tre carte”

Le ultime richieste riguardano la viabilità e la regolarizzazione dei percorsi urbani: “La viabilità di Roma è una giostra infernale. La Stazione Termini è peggio di un girone dantesco. Piazza Venezia è un labirinto di trappole e semafori deliranti. Il transito sui Fori Imperiali, negato senza motivo mentre Golf car, monopattini e bici elettriche sfrecciano impuniti, ignorando regole e obblighi e mettendo a rischio quotidianamente l’incolumità dei cittadini. Le corsie preferenziali sono ormai zone di carico/scarico merci. Gli eventi sono una via crucis predisposta per penalizzare chi deve lavorare, mai un corridoio d’accesso o aree di sosta praticabili”. Ultimo capitolo, le licenze: “Il gioco delle 3 carte finale, dove l’incremento di 1.000 licenze taxi, inutile per i cittadini, serviva solo a dare copertura alle lacune del trasporto pubblico di linea”.