Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Roma » Roma meno nervosa, in calo il consumo del caffè

Roma meno nervosa, in calo il consumo del caffè

Il rito dell’espresso al banco è in flessione, complici i rincari e il calo dei flussi turistici.

Roma meno nervosa, in calo il consumo del caffè
Caffè

Il rapporto tra Roma e il caffè è sempre stato quasi sacro, si beve in piedi al bancone, spesso è servito con un bicchierino d’acqua e finisce con una chiacchierata con il barista. La città è ricca di bar storici, che hanno fatto la storia di Roma e della cultura europea-come l’iconico Antico Caffè Greco, fondato nel 1760, che ha ospitato artisti e intellettuali. Molti non rinunciano mai a un’ottima tazzina di caffè, ma, nella Capitale, si registra una decisa crescita del settore “freddo” e delle alternative rinfrescanti, con un numero crescente di consumatori che sceglie di variare le proprie abitudini di consumo.

La richiesta di caffè freddo, shakerato o espresso raffreddato con ghiaccio è in costante aumento, trainata anche da investimenti strategici dei grandi marchi.

E’ la variante più richiesta per dissetarsi rapidamente. A Roma e nel resto d’Italia, il caffè freddo consiste in 3 cubetti di ghiaccio su cui viene versato un espresso bollente. Per una variante estiva e locale, molti bar lo propongono aromatizzato con sciroppo di mandorla, un pizzico di sale e latte di mandorla montato.

La spuma al caffè

E’ un grande classico tornato di moda nei bar romani, anche se il rincaro dei prezzi per il  “caffè con la schiuma” ha spinto molti a valutare con maggiore attenzione dove fermarsi. La spuma al caffè fatta in casa si ottiene montando in pochi minuti acqua fredda, zucchero e caffè solubile.

Il gelato al caffè

Sostituto o completamento dell’espresso, il gelato artigianale al caffè, molto richiesto, specialmente a causa dell’afa estiva, è una combinazione perfetta tra pasticceria e caffetteria. Roma vanta innumerevoli gelaterie che offrono il gelato al caffè con chicchi selezionati.

Evoluzione dei caffè romani

Sin dalla fine del Seicento, somigliavano più alle osterie all’interno delle quali si faceva musica e conversazione. Oggi si spazia dalle torrefazioni storiche in centro, alle botteghe artigianali e ai moderni caffè, per scoprire non solo le miscele della tradizione, ma anche quelle innovative.

Secondo le statistiche del Paese, il caffè ha smesso di essere un gesto automatico ed è diventato un rituale che si adatta ai vari momenti della giornata.

Aumenta l’abitudine di alternare il classico espresso con il decaffeinato o scegliere varianti più leggere. Il decaffeinato viene scelto soprattutto la sera e nel dopo cena (48%), vissuto come un pre-sonno, e nel pomeriggio (42%), durante le pause di lavoro, per un momento di decompressione. Anche il dopo pranzo si conferma un momento chiave, con oltre un italiano su tre (35%) che sceglie il decaffeinato a fine pasto. Non manca la dimensione relazionale: il 66% degli italiani preferisce consumare il decaffeinato in compagnia, principalmente con il partner (32%) o in famiglia (24%). Per il 36% si tratta di un’abitudine consolidata da alcuni anni, mentre per il 24% è una scelta più recente e in linea con il proprio stile di vita.

Tra le nuove aperture, un caffè ispirato al mondo Disney

Se, a Roma, il 10 Giugno, ha appena aperto il primo caffè interamente ispirato al mondo delle fiabe, in un’atmosfera incantata, tra dettagli pensati con cura da due grandi appassionati del mondo Disney, il caffè sembra avere un calo nei bar romani, meno affollati la mattina, soprattutto in centro e vicino agli Studi Rai, a vantaggio di richiesta di altre varianti.

Il calo del consumo di caffè a Roma è guidato dai forti rincari e da una flessione dei flussi turistici

I continui aumenti della materia prima hanno spinto il costo dell’espresso al bar (con punte che variano da 1,20 Euro a 2 Euro), portando molti romani a tagliare le pause e a preferire il consumo domestico. L’andamento del mercato nella Capitale è influenzato da diversi fattori: pressione inflazionistica, con la diminuzione delle tazzine nei bar per evitare spese extra con ripercussioni su cappuccini e cornetti, ma anche il calo che colpisce i bar del centro storico per la flessione dei flussi turistici internazionali che impatta sulle vendite.Nonostante gli aumenti, però, la città offre prezzi mediamente più bassi rispetto al resto d’Italia, con un prezzo medio che si aggira intorno a 1,14 Euro in molte zone.