Le Olimpiadi 2020 saranno a Tokio. Ma potevano essere a Roma se non fosse intervenuta la crisi economica. Un anno fa era tutto pronto per lanciare la candidatura, ma ora a lanciare l’idea di portare i Giochi di nuovo in Europa è stato il primo ministro Enrico Letta dal palco di Cernobbio: “Il nostro è un Paese straordinario, ci impegniamo tutti, ma se abbiamo delle scadenze ci impegniamo meglio”. Una opportunità che ha fatto esplodere l’entusiasmo nelle stanze del Coni, ma ancor di più in Campidoglio.

In città brucia ancora la beffa per il progetto di Roma 2020: era tutto pronto, poi la rinuncia doverosa dopo il ritiro dell’appoggio economico del governo Monti. Ora Ignazio Marino non vuole incorrere nello stesso errore del suo predecessore sui cui progetti calò la scure dei tagli del governo Monti. Roma 2024 è un progetto che già rimbalza tra l’Italia e l’Argentina dove, a Buenos Aires, il presidente del Coni Giovanni Malagò ha già ricevuto la prima chiamata di Marino: “Ci sono le condizioni per candidare Roma ad ospitare i Giochi poiché la città possiede i requisiti necessari”.
”Ci sono tante valutazioni che dobbiamo fare insieme – ha proseguito Marino – tenendo però presente che la candidatura di Roma rappresenta una straordinaria opportunità di crescita economica per la città. L’organizzazione delle Olimpiadi costituirebbe un’ulteriore occasione di recuperare il ruolo internazionale che si addice a Roma e si appoggia su una base considerevole di impianti sportivi già esistenti”. Nello studio preparato per i Giochi di Alemanno si parlava di 42 impianti, molti dei quali già esistenti.
Ma un vero e proprio derby potrebbe iniziare con Milano con l’assessore allo sport della Regione Lombardia Antonio Rossi che ha lanciato il capoluogo lombardo per via delle strutture che verranno ultimate per l’Expo. Il primo match di una lunga partita che è appena agli inizi: la prima fase della selezione si aprirà nel 2015, due anni dopo la scelta definitiva.
