Niccolò Pisilli, il giovane veterano. Il centrocampista della Roma, nonostante la classe 2004, è comunque fra i più esperti del gruppo azzurro che si è ritrovato per affrontare le due amichevoli contro Lussemburgo (già battuto per 1-0) e Grecia. Alla vigilia della sfida che vedrà la nazionale del CT ad Interim Silvio Baldini impegnata contro la selezione ellenica, il calciatore della Roma ha affrontato diversi temi, chiudendo ogni porta alla possibilità di lasciare la squadra giallorossa.
Pisilli, il bambino prodigio di Mourinho è cresciuto
Niccolò Pisilli ha già vissuto tre vite calcistiche e sinora si può definire una promessa mantenuta. Si è affacciato nel calcio che conta nel maggio del 2023, poco più che maggiorenne e, senza guardare la carta d’identità, José Mourinho gli ha affidato le chiavi del centrocampo giallorosso, puntando. Pisilli ha poi convinto De Rossi, che lo ha addirittura lanciato dal 1’ contro la Juventus. Infine, Gasperini, che gli sta ritagliando un ruolo da incursore nella sua Roma votata all’attacco. In nazionale, traiettoria molto simile: ha convinto prima Spalletti e poi Gattuso. E tutto lascia credere che anche il prossimo CT, dopo Silvio Baldini, sarà pronto a scommettere sulle sue qualità.
Il rimpianto mondiale: neanche un minuto in Bosnia
Esperienze che gli sono valse la convocazione in nazionale e qualche batosta sportiva che lo ha aiutato a crescere e maturare: “Siamo qui e abbiamo una grande occasione – ha dichiarato in conferenza stampa – dobbiamo stare tranquilli e pensare a giocare. È sempre un onore indossare questa maglia”. Resta il rammarico di essere arrivato a un passo dal Mondiale: nei 120’ di Zenica, Pisilli è rimasto in panchina. “La squadra era assolutamente focalizzata sull’obiettivo qualificazione. È stata una grandissima delusione, dopo una partita molto particolare, per certi versi sfortunata e condizionata dagli episodi”.
Un percorso umano in crescendo e un futuro a Roma
I percorsi umano e sportivo di Niccolò Pisilli viaggiano di pari passo, complice anche la cura Gasperini e la presenza di Silvio Baldini, che ha avuto anche in Under 21. Il centrocampista della Roma ha trovato diverse analogie fra i due. Del resto si parla di allenatori – formatori, con un approccio artigianale, mirato a limare i difetti ed esaltare i pregi di chi allena: “All’inizio con Gasperini ho trovato qualche difficoltà nel trovare spazio ma ho lavorato in attesa dell’occasione giusta che ho colto. È un allenatore molto simile a Baldini. Il CT è un uomo vero, trasmette valori. Averli significa migliorare come calciatori e come uomini. Resterò a Roma e alla Roma, non c’è motivo né capisco quale possa esserlo per lasciarsi”.

