La Lega Nord non molla. Quella che da più parti era stata bollata come una boutade elettorale lanciata da Matteo Salvini nella sua corsa alla segreteria del Carroccio, diventa un emendamento alla legge di stabilità. Sarà infatti la commissione bilancio del Senato a votare la proposta che vuole autorizzare Anas ad applicare il pedaggio su alcune tratte autostradali fin’ora esenti tra cui appunto il Grande Raccordo Anulare.

Se giovedì era stato lo stesso segretario della Lega Lombarda a sollevare la questione sulla sua pagina Facebook “Da noi si paga, altrove è aggggratis”, la Padania rincara la dose etichettando i romani come “Scrocconi, quelli che non hanno mai pagato e vogliono continuare così”. In attesa della decisione di palazzo Madama il quotidiano della Lega Nord sferza il popolo in verde: “Quando ci sono privilegi da difendere, Roma non conosce barriere ideologiche”. Tutto nasce quando alle dichiarazioni del sindaco Ignazio Marino che ha ricordato come le grandi capitali europee abbiano arterie simili e come nessuna sia a pagamento, sono seguite quelle del Governatore Nicola Zingaretti che ha bollato la proposta come il solito giochino leghista contro Roma. Apriti cielo quando l’ex primo cittadino Gianni Alemanno ha ricordato la sua vecchia battaglia contro il pedaggio sul Gra. I leghisti hanno subito visto il solito inciucione alla romana: “Così Marino e Zingaretti si ritrovano sottobraccio ad Alemanno”.
Fatto sta che il giochino politico della Lega costa il sonno a chi ogni giorno si trova a vivere il Gra per lavoro, mentre la proposta del Carroccio trova la sponda del Pdl Lombardo: per il senatore Andrea Mandelli la questione è seria, mentre il primo firmatario della proposta, Jonny Crosio annuncia di voler difendere l’emendamento con le unghie e con i denti. Per un po’ i romani dovranno convivere con l’incubo che l’epiteto di Sacro Gra possa mutare davvero in “Caro Gra”.
