E’ un vecchio pallino della Lega Nord: tassare i romani. Una specie di disco rotto che non fa sorridere nessun milanese o Lombardo che sia venuto a Roma, almeno per una volta. Non che sulle tangenziali est e ovest si viaggi come a Monza, ma la particolarità del Grande Raccordo Anulare è quella di non essere una tangenziale, cioè una strada a scorrimento veloce, bensì una strada urbana dove c’è traffico anche la notte di Natale e alle 14 del Ferragosto.
Gli unici a non essersi accorti che il Gra è una strada qualunque, sono Matteo Salvini, appunto, e i dirigenti dell’Anas che già due anni fa impegnarono menti e risorse per studiare un sistema di caselli e minicaselli con l’unico obiettivo di sovrapporre all’incuria che contraddistingue asfalto e ponti nati già “consumati”, anche la paralisi cittadina.
E per ringraziare le attenzioni che Gianfranco Rosi ha dedicato alla strada che unisce pezzi di città (e che non è tangente a nulla), l’Anas sono un paio di mesi che rinuncia ai messaggi col numero della Guardia Costiera (il Raccordo non unisce al mare ma i tecnici Anas forse non lo sanno) e palinsesta sui tabelloni che dovrebbero dare informazioni sul traffico, un messaggio evocativo della pellicola che ha trionfato a Venezia, ispirata proprio a quelle porzioni di città che dal Raccordo prendono energia e vita. Gli “stradini” hanno preso il titolo e lo hanno storpiato ne “Il Nostro Gra”, quasi a definire una proprietà di tutti… di tutti quelli che ci passano diverse ore della giornata.
Ecco, il Gra non è una strada. E un luogo non luogo, una piazza dove mezza città si incontra, si urta, si fa i dispetti per guadagnare 5 metri e dove nascono persino amori. Duole leggere le dichiarazioni del sindaco Ignazio Marino che parla vagamente di tassa iniqua e “la butta in politica”. Se tecnicamente è vero che un vero anello autostradale dovrebbe essere a pagamento, è pur vero che l’occhio genovese non riesce a vedere che il Raccordo è la strada di compensazione ai trasporti pubblici romani che fanno sorridere. Bene farà il primo cittadino a presenziare con occhio vigile alla proiezione del fil organizzata dal Municipio Roma IX. Qui venerdì sarà presente quel Leone d’oro di Francesco Rosi al quale potrà chiedere conto delle fatiche per girare il film. E magari raggiungere l’Eur partendo dalla Nomentana. Sicuri che dopo cambierebbero i toni delle sue dichiarazioni.
Fabio Carosi
