Ancora un amore che finisce e i soliti straschici post-relazione. Dopo Alessandro Onorato che ha sbattuto la porta in faccia all’Udc e a Luciano Ciocchetti, anche a destra si prepara un po’ di lavoro per i matrimonialisti. L’ultimo divorzio è quello di Dario Rossin, già capogruppo Pdl, da Francesco Storace.
Che l’aria in casa fosse pessima lo si era capito da qualche tempo. Quindi la tempesta. Scrive Rossin: “Alla luce di discordanti visioni che rendono insanabile la distanza sulle scelte di condotta adottate di recente da La Destra, ritengo ormai terminata la mia esperienza nel partito. Ho ripetutamente posto l’attenzione su questioni sostanziali sia di carattere politico sia contenutistico e organizzativo per le quali non ho ritenuto soddisfacenti le risposte, scegliendo una conduzione nella quale non mi rispecchio. Tutto ciò ha contribuito ad aumentare la distanza con il resto del partito, per il quale credo di aver offerto in ogni caso un contributo di crescita sin dalla mia adesione in tempi non sospetti, quando scegliere La Destra significava andare incontro a difficoltà che non ho temuto di affrontare, facendo da apripista per altri che hanno seguito le mie stesse orme, e rivitalizzando un partito che allora era rappresentato in Campidoglio dal solo segretario nazionale”.

La replica di Francesco Storace è come sempre affidata alla satira: “Auguri, tanto ogni due anni cambia partito”. Poche parole, perché il vero Storace-pensiero il leader de La Destra lo aveva affidato a facebook prima ancora che le schermaglie amorose si trasformassero in separazione. Il titolo del post, nel quale non si fa riferimento diretto a Rossin è chiaro: “Poltronismo”. Ecco cosa ha digitato Storace: “Casualmente ritrovo sul mio telefonino un sms. Porta la data del 23 febbraio, la sera prima delle elezioni politiche. “In un momento delicato e di tensione come questo, ti dico solo che comunque andra’….ed andra’ bene…tu hai vinto! Ti sono stato accanto tempo fa’ (l’accento sulla a era del mittente, un professionista…) in momenti bui… Sappi che ti staro’ accanto domani a prescindere dal risultato. Con stima ed amicizia vera.” Nei giorni successivi, il mittente scopriva di non essere stato eletto deputato”. Chiaro, no?
Controreplica di Rossin che abbanodna la polemica e preferisco “lo stile”: ““. Ogni riferimento alla Regione è puramente casuale.
