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Sagra dell’Uva di Marino, il vino scorre e arrivano 21 treni speciali: quasi 10mila posti in più

Domenica 4 ottobre la Sagra dell’Uva di Marino festeggia la 102ª edizione con 21 treni straordinari e quasi 10mila posti in più. Una giornata tra vino, folklore e tradizione, nel segno del celebre “ma che ce frega, ma che ce ’mporta”.

Sagra dell’Uva di Marino, il vino scorre e arrivano 21 treni speciali: quasi 10mila posti in più

Domenica 4 ottobre la Regione potenzia la FL4 per la 102ª edizione della storica festa dei Castelli. Ventuno convogli straordinari tra Roma, Marino e Albano. E per una volta il ritornello “ma che ce frega, ma che ce ’mporta” può essere cantato senza preoccuparsi dell’auto.

“Ma che ce frega, ma che ce ’mporta, si l’oste ar vino c’ha messo l’acqua”. Stavolta, però, meglio lasciare la macchina a casa. Per la 102ª Sagra dell’Uva di Marino, domenica 4 ottobre saranno infatti attivati 21 treni straordinari sulla FL4A Roma Termini–Albano Laziale, con fermate e collegamenti dedicati anche a Marino.

Su richiesta dell’assessorato regionale ai Trasporti, Trenitalia metterà in campo convogli Jazz capaci di garantire complessivamente circa 9.800 posti aggiuntivi, concentrati soprattutto nelle ore di maggiore afflusso e di rientro. Una misura pensata anche per evitare i sovraffollamenti registrati nelle passate edizioni.

Da Leone Ciprelli alle fontane che danno vino

La Sagra nacque nel 1925 da un’intuizione del poeta e giornalista marinese Leone Ciprelli, che mise insieme tradizione contadina, vendemmia, folklore dei Castelli e memoria storica. Da allora la festa si celebra la prima domenica di ottobre ed è diventata uno degli appuntamenti popolari più longevi e riconoscibili del Lazio. Alle spalle c’è anche la rievocazione della vittoria di Lepanto del 1571 e del ritorno di Marcantonio Colonna, protagonista ancora oggi del grande corteo storico. Ma il momento che ha consegnato Marino all’immaginario collettivo rimane il celebre “miracolo delle fontane”, quando il vino prende simbolicamente il posto dell’acqua. La stessa Fontana dei Mori, ricorda il Comune, è ormai uno dei simboli della manifestazione.

E allora il collegamento con la romanissima “Società dei magnaccioni” viene praticamente da sé: vino dei Castelli, tavolate e quel “ma che ce frega” diventato colonna sonora spontanea di generazioni di feste popolari.

Ghera: “Una festa che appartiene alla storia del Lazio”

“Abbiamo chiesto a Trenitalia di rafforzare il servizio per consentire ai tanti visitatori di raggiungere Marino e godersi al meglio questa giornata”, spiega l’assessore regionale ai Trasporti Fabrizio Ghera. I treni aggiuntivi partiranno durante tutta la giornata da Roma Termini, Albano Laziale e Marino Laziale, con gli ultimi rientri verso la Capitale anche dopo le 23.

Insomma, domenica il vino può pure sgorgare dalle fontane. Al volante, per una volta, può pensarci qualcun altro.