Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Roma » Salva-Fatebenefratelli. “Piano è carta straccia”

Salva-Fatebenefratelli. “Piano è carta straccia”

Salva-Fatebenefratelli. “Piano è carta straccia”
fatebenefratelli
I sindacati rigettano l’accordo tra la proprietà dell’ospedale e la Regione: “Rivedere i tagli o sarà sciopero”
Salva-Fatebenefratelli. “Piano è carta straccia”
Salva-Fatebenefratelli. “Piano è carta straccia”
Salva-Fatebenefratelli. “Piano è carta straccia”

Riaprire le trattative tra la proprietà dell’ospedale Fatebenefratelli e le rappresentanze sindacali, con l’obiettivo di rivedere, insieme alla Regione Lazio, l’accordo ratificato lo scorso 12 agosto, altrimenti sarà sciopero. È il diktat imposto dai lavoratori presenti all’assemblea pubblica indetta da Fp Cgil, Cisl Fp e Ugl Sanità al fine di stabilire le prossime iniziative di mobilitazione da attuare per scongiurare il piano “che prevede tagli per 14 milioni di euro, diluiti in tre anni, che incideranno sugli stipendi dei lavoratori”. Le tre sigle sindacali hanno rigettato l’accordo definendolo “inattuabile”.

Nella sala Assunta del Fatebenefratelli erano presenti più di duecento persone tra personale medico e non, rappresentanti dei cittadini, associazioni e consulta della psichiatria. “Io non ho firmato!”, è scritto a caratteri cubitali sulle magliette e sullo striscione appeso in sala.
A riepilogare, insieme ai lavoratori, le iniziative che verranno messe in campo a partire da oggi, Natale Di Cola, segretario generale Fp Cgil di Roma e Lazio e Roberto Chierchia segretario regionale Cisl Fp: “L’assemblea ha votato all’unanimità per l’avvio di una mobilitazione che prevede la proclamazione di uno sciopero, il quale arriverà non più tardi della metà di settembre (a quanto si apprende la data più probabile è il 16 settembre) – ha affermato Roberto Chierchia – Oggi più della metà dei dipendenti della struttura erano presenti all’assemblea, ciò dimostra che la maggioranza dei lavoratori non è d’accordo con il patto sottoscritto dalla minoranza delle rappresentanze sindacali, quindi non è un accordo valido. Vogliamo che si faccia una vera politica di rilancio di questa struttura. I lavoratori non devono essere considerati il bancomat per risanare il debito. Allo stesso tempo non possiamo fare a meno di un solo lavoratore per adempiere ai livelli assistenziali”. “Terminata l’assemblea scriveremo tre lettere – ha proseguito Natale Di Cola – una al presidente della Regione per chiedere una convocazione urgente e rivedere i contenuti dell’accordo. Una seconda lettera la scriveremo alla proprietà, a cui chiederemo di rigettare il testo dell’accordo e di riaprire le trattative. Tutti gli incontri dovranno svolgersi alla presenza della Regione Lazio. Infine, scriveremo una terza lettera al prefetto per avviare la procedura di raffredamento e proclamare la prima giornata di sciopero in tempo utile, prima della consegna del piano in tribunale. Se non ci sarà la volontà di tornare indietro e rivedere l’accordo andremo avanti. Siamo inoltre disponibili ad indire immediatamente un referendum per certificare la volontà dei lavoratori riguardo a questo accordo che scarica sui lavoratori la responsabilità della crisi”.
“Il piano che è stato siglato e’ inattuabile per noi – ha ribadito Di Cola – è carta straccia e va rigettato, e’ un assegno in bianco dato alla proprietà per fare quello che gli pare e non dà nessuna forza all’azienda. Non si può chiedere a persone che hanno salari e professionalità diverse gli stessi sacrifici e non si fanno gli accordi sottobanco. La situazione è mio grave, ma – ha concluso – sono fiducioso, noi questa vertenza la vinceremo. Il Fatebenefratelli e’ un ospedale storico e dobbiamo salvarlo”.