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Salva-Roma Ter: il cammino sempre più difficile

Inizio difficile stamattina nell’Aula del Senato per l’esame del dl “Salva Roma ter”, il provvedimento, approvato in prima lettura dalla Camera e che ha avuto parere favorevole dalle commissioni Bilancio e Finanze del Senato, dovrà ottenere entro il 5 maggio il via libera del Parlamento. Forza Italia, infatti, ha posto una pregiudiziale di costituzionalità, respinta dall’Aula, perché, come ha riferito il senatore Andrea Mandelli “il dl Salva Roma ter ha contenuti eterogenei e peraltro non ha i requisiti di urgenza che dovrebbe avere un decreto”. Il testo non riguarda solo la città di Roma, ma per la capitale è fondamentale per sbloccare circa 600 milioni di euro dalla gestione commissariale per il piano di rientro a quella “ordinaria”. Il testo prevede che nei prossimi mesi arriveranno nelle casse dell’amministrazione capitolina 590 milioni di euro che dovranno essere utilizzati per colmare il buco economico e per la gestione della raccolta differenziata nel triennio 2014-2016, la stessa cifra che era stata prevista dal testo approvato dalla precedente legislatura. Inoltre, slittano da 90 a 120 giorni i termini per la presentazione del piano triennale per il riequilibrio di bilancio. In tema di finanza locale è stato prorogato dal 1° maggio 2014 al 1° gennaio 2015 il termine entro il quale procedere alla cessione, da parte delle pubbliche amministrazioni, delle partecipazioni in società che producono beni e servizi non strettamente necessari per le finalità istituzionali delle amministrazioni.