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Scacco ai nomadi, Roma divisa. Marino nella bufera 21 luglio

Il “metodo del rigore” annunciato dal Sindaco va avanti: smantellato il campo rom abusivo di via Belmonte Castello. L’azione della Polizia ha allontanato le 20 famiglie che vi risiedevano, facendo però scattare l’ira delle associazioni che si battono per i diritti dei Sinti: “La Giunta Marino segue quella di Alemanno, senza rispettare i diritti umani”

Pugno duro del Comune contro ogni forma di abusivismo: il “metodo del rigore” annunciato dal Sindaco Ignazio Marino va avanti. Sgomberata 20 famiglie rom da via Belmonte Castello, nella periferia est della Capitale. I 90 nomadi presenti vivevano nell’insediamento di via Belmonte Castello, adiacente a dei casali abbandonati, da circa un anno, dopo essere stati vittime, anche in passato, di numerosi sgomberi forzati.
Nell’insediamento informale vivevano 40 bambini tra 0 e 12 anni che aveva iniziato un percorso di inclusione sociale nel quartiere. Lo denunciano le Associazione 21 luglio e Popica Onlus, che hanno condannato fermamente l’azione poiché rappresenterebbe una grave violazione dei diritti umani. “L’azione – prosegue la nota – non è stata accompagnata da una genuina consultazione con gli interessati e dalla valutazione di adeguate alternative allo sgombero e non si è proceduto a un preavviso congruo e ragionevole alle persone coinvolte. A causa dello sgombero, infine, si assisterebbe all’interruzione improvvisa del percorso scolastico dei minori in età scolare e le famiglie rom vengono rese ancora più vulnerabili”.
L’amministrazione Marino si porrebbe così, secondo le associzioni che assistono i nomadi, sulla stessa linea della Giunta Alemanno. “Lo sgombero – secondo le due associazioni – costituisce infine l’ennesimo passo indietro rispetto ai contenuti espressi all’interno della Strategia Nazionale di Inclusione dei Rom, Sinti e Caminanti adottata dal governo italiano in attuazione della comunicazione della Commissione europea n.173/2011”.