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‘Scappano’ da Auschwitz. Fermati dalla polizia

‘Scappano’ da Auschwitz. Fermati dalla polizia
Disavventura per il presidente della comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici, rimasto chiuso dentro al campo di concentramento nel “giorno della memoria” con la troupe di Matrix

Riccardo Pacifici, presidente della Comunità ebraica di Roma, e David Parenzo, inviato di Matrix, e tre componenti della troupe sono stati fermati questa notte ad Auschwitz per diverse ore. I cinque, dopo un collegamento in diretta da Auschwitz, si sono trovati bloccati all’interno del campo e non ricevendo alcun aiuto hanno aperto una finestra. Scattato l’allarme, sono stati fermati dalla polizia criminale polacca, e poi rilasciati grazie all’intervento delle autorità diplomatiche.

“Ho pensato di essere vittima di uno scherzo, Io, ebreo, nipote di una persona uccisa lì dentro, chiuso ed impossibilitato ad andare via. Tutto questo è stato paradossale”. A dirlo è Riccardo pacifici che la notte scorsa, assieme al giornalista David Parenzo e al portavoce della comunità Fabio Perugia è rimasto ‘chiuso’, all’interno del campo di concentramento di Auschwitz, dopo aver terminato la diretta di Matrix. “Una cosa pazzesca – ha aggiunto – Questa esperienza ha dimostrato quanto quel luogo è un colabrodo, senza nessuno che lo sorvegli o si accerti della presenza di qualcuno. Non mi sorprende che con tanta facilità abbiano potuto rubare la scritta “Il lavoro rende liberi”. Chiunque può entrare là dentro e fare quello che vuole. Quanto ci è accaduto è surreale. I poliziotti si sono messi nella scia di chi ha fatto la denuncia, il responsabile della polizia privata che non parlava nemmeno inglese. Per fortuna una ragazza di 18 anni ci ha fatto da interprete altrimenti poteva finire molto male. Sembrava che fossero alla ricerca di una notizia in un posto abbandonato dal mondo. Abbiamo tentato di tutto per chiedere aiuto ma non veniva nessuno. Quel posto per me è un luogo che evoca tristi ricordi, avevo voglia di andarmene quanto prima. Io ci sono sempre stato di giorno ma di notte mai e il filo spinato, il freddo, le luci soffuse, sono cose che mi hanno fanno rabbrividire, ho immaginato cosa potevano provare le persone rinchiuse lì dentro con un semplice pigiame e degli zoccoli. Io non sarei mai stato in grado di stare una nottata là dentro”.