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Schlein, il caso Picierno: cosa succede nel PD

Schlein, il caso Picierno: cosa succede nel PD
Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico

Picierno lascia: un addio annunciato

La notizia era nell’aria da tempo, è arrivata: Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento Europeo, nonché una delle esponenti più influenti all’interno dell’area moderata del Partito Democratico, lascia.

Elly Schlein, una leadership in perenne discussione

IlJ’accuse dell’eurodeputata non lascia spazio alle interpretazioni: non si rispecchia nei valori di un partito riformista, diverge dai tempi più caldi come l’Ucraina e il sostegno a Kiev. Posizioni troppo divergenti rispetto alla segretaria Elly Schlein che hanno portato a una inevitabile, quanto prevedibile, frattura. Resta adesso da capire quali possano essere le conseguenze di una scelta che si riverbera, evidentemente, all’interno di un PD perennemente legato alle correnti e ad alleanze e gruppi di potere che si reggono su equilibri sempre più delicati. Elly Schlein si trova di fronte al primo bivio che potrebbe portarla a consolidare la propria posizione e la leadership all’interno del partito oppure a trasformare il dissenso delle correnti riformiste in un indebolimento progressivo.

Una segreteria e una segretaria sotto pressione

I numeri, in questo senso, aiutano poco. Elly Schlein inizia a sentire la pressione: il PD è in calo rispetto al 22,3% del mese scorso. L’attuale poco più del 20% è fra i risultati più bassi ottenuti in questi anni di segreteria. Una flessione evidente che dà fiato a chi alimenta le tensioni dentro un partito che rischia di sfaldarsi al proprio interno. A poco più di un anno dalle elezioni, il PD appare, ancora una volta, in difficoltà nel mettere a terra il proprio potenziale in termini di voti. In tal senso, le comunali rappresentano la cartina di tornasole: è evidente una presenza territoriale solida, così come altrettanto innegabile la fragilità di una strategia in grado di polarizzare il consenso. Non è un mistero che all’interno del Nazareno alcuni esponenti, anche di spessore, ritengano Elly Schlein sì capace, ma in difficoltà nel proporre una alternativa davvero forte agli occhi dell’elettorato: i diritti civili, il welfare e la sanità sono senza dubbio temi apprezzati e condivisi, ma è l’assenza di incisività a preoccupare.

Le primarie e l’ombra di Giuseppe Conte

In un contesto già complesso da gestire, la Schlein deve anche preoccuparsi degli alleati. Oltre a tenere insieme le correnti e a predicare unità di intenti che sinora ha solo avvicinato il PD a Fratelli d’Italia ma senza davvero mai insidiarne il primato, la leader dem deve preoccuparsi anche degli alleati. Forse anche più degli avversari. Il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte continua ad occupare spazi e temi politici in modo significativo e riesce anche ad attrarre consensi, sottraendoli allo stesso PD. Uno dei capi d’accusa che pende su Elly Schlein, è la eccessiva (per i riformisti) vicinanza ad Alleanza Verdi e Sinistra, quindi più a Bonelli e Fratoianni, che rischia di bruciare consensi fra i centristi e gli indecisi. Occhio infine alle primarie. In un eventuale testa a testa con il leader M5S Giuseppe Conte, il verdetto è tutt’altro che scontato e potrebbe rovesciare (neanche troppo) clamorosamente la leadership all’interno del campo largo