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Scotch per imbavagliare i bimbi. Maestra condannata a 2 anni

Dopo sette anni è arrivata la sentenza. Nel 2006 la donna, che lavorava presso una scuola dell’infanzia all’Eur, era stata accusata di aver legato i bambini con il nastro adesivo. Così avevano raccontato i piccoli ai genitori insospettiti dai segni sui polsi e sulla bocca con cui i figli tornavano a casa. “Un gioco segreto inventato dalla maestra Teresa per farli stare in silenzio”. La soddisfazione dei genitori dopo anni di battaglie legali

Imbavagliava e legava con lo scotch piccoli alunni della scuola dell’infanzia “Maurizio Poggiali” all’Eur. Per questo, l’allora maestra dell’istituto Maria Teresa Carrarini è stata condannata a due anni e due mesi di reclusione dal giudice monocratico.

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Nove gli episodi di maltrattamenti su minori per i quali la docente è stata ritenuta colpevole. Il pubblico ministero Giulio Berri aveva sollecitato una condanna a due anni e otto mesi per una sentenza che arriva a sette anni dai fatti: le denunce risalgono al 2006 quando i genitori dei piccoli si presentarono alle forze dell’ordine portando i racconti dei bambini: “La maestra per farci stare buoni e zitti usa lo scotch” dissero le piccole vittime di una violenza senza senso.
In una festa, alcune madri, notarono che alcuni bambini si legavano e imbavagliavano tra loro con lo scotch su una sedia, spiegando che era un gioco segreto inventato dalla maestra Teresa per i bambini cattivi. Ecco allora la spiegazione dei segni sui polsi e della bocca arrossata con cui i piccoli si presentavano spesso a casa.
Soddisfazione è stata espressa dai legali di parte civile, tra cui gli avvocati Fabio Vetrella e Daniele Pepe: “E’ stato un processo lungo e faticoso, sia dal punto di vista giuridico che emotivo – hanno detto – Oggi i bambini stanno bene, sono stati assistiti dalle famiglie e hanno avuto un supporto psicologico, però quando passano davanti alla ‘Poggiali’ ancora dicono che ‘quella è la scuola brutta’”. La donna, assistita dall’avvocato Alessandro Vannucci, ha sempre respinto le accuse sostenendo, tra l’altro, che se si fossero verificati i fatti a lei attribuiti, altri docenti se ne sarebbero certamente accorti. “Finalmente è stata fatta giustizia – commenta una mamma – ed è stata riconosciuta la verità di quanto stiamo sostenendo da tanti anni. Cose del genere non dovrebbero mai accadere, speriamo non succedano più”.