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“Se a Roma vince Grillo… E’ la fine del dialogo politico”

VERSO LE ELEZIONI. L’ex senatore Pd, Lucio D’Ubaldo, ora portavoce nazionale dei Democratici Popolari, sceglie Affaritaliani.it per una riflessione sulle scelte che il suo ex partito sta portando avanti per le Comunali di maggio. Il dialogo tra i Democratici e l’area montiana, “Non è il fraseggio veicolato per canali semi-diplomatici all’unico scopo di accreditare presso gli interlocutori il profilo di questo o quel candidato dei Democratici; né vale l’invito, rivolto a qualche intraprendente e solitario attore, di prendere parte alle Primarie”

La conclusione: “A un Sindaco civico non può che corrispondere la scelta di una inedita “alleanza civica”… solo questo soprassalto di consapevolezza può guidare verso l’identificazione di principi, contenuti e indirizzi della possibile nuova alleanza”. Infine, “Snocciolare sui giornali, giorno dopo giorno, il rosario delle candidature è un modo come un altro per rendere questo nodo ancora più aggrovigliato”

di Lucio D’Ubaldo*

Le elezioni hanno prodotto un quadro parlamentare senza maggioranza politica. Tutti, salvo i grillini, avvertono i pericoli di questa condizione di fragilità che segna la ricerca di un governo stabile, tanto necessario in una fase oltremodo complessa e delicata dell’economia mondiale. In realtà, bisogna fare adesso quello che si doveva fare prima: un accordo, serio ed onesto, tra Pd e Area Monti. Alle prossime consultazioni popolari non si può immaginare di riproporre la divisione tra “progressisti” (sinistra) e “riformisti” (centro). Guai a perdere tempo.
Fin d’ora, sperando nel miracolo di una tregua che consenta di avviare il percorso della legislatura, serve ricercare una corretta linea di comportamento in vista delle imminenti amministrative. Già in Friuli, dove il 21 Aprile si rinnova il Consiglio regionale e si elegge il nuovo Presidente, si va allestendo una più ampia coalizione di centro-sinistra. Subito dopo, a Roma, si giocherà una partita delicata. Cosa succederebbe se, dopo aver eletto il Capo dello Stato e costituito un nuovo Esecutivo, nella Capitale si dovesse registrare la vittoria di un candidato del Movimento 5 Stelle?
Il contraccolpo sulla politica nazionale sarebbe durissimo, forse irreparabile. L’alternativa ad Alemanno non può tradursi in una delegittimazione, ove mai fosse Grillo a prevalere, delle forze che sono chiamate a confrontarsi responsabilmente sul destino democratico del Paese. Intanto, a dispetto del buon senso, il dialogo tra queste forze stenta a dispiegarsi, limitandosi per lo più a qualche debole allusione. Non costituisce un vero dialogo, infatti, il fraseggio veicolato per canali semi-diplomatici all’unico scopo di accreditare presso gli interlocutori montiani il profilo di questo o quel candidato dei Democratici; né vale l’invito, rivolto a qualche intraprendente e solitario attore, di prendere parte alle Primarie.

lucio d'ubaldo

È urgente il passaggio a un altro piano di confronto. Innanzi tutto occorre stabilire quali siano i confini della coalizione: il semplice ampliamento del blocco di sinistra esprime un tasso di autoreferenzialità pericoloso, difficilmente compatibile con l’onesta apertura . Qui sta il nodo. E snocciolare sui giornali, giorno dopo giorno, il rosario delle  candidature è un modo come un altro per rendere questo nodo ancora più aggrovigliato. Se si vuole ragionare con profitto, avendo la volontà di costruire una proposta convincente per un elettorato alla ricerca di una seria prospettiva democratica, è prioritario stabilire che il ricorso a una procedura come quella rappresentata dalle Primarie non può essere anteposto alla definizione di una chiara strategia politica. In poche parole, a un “Sindaco civico” non può che corrispondere la scelta di una inedita “alleanza civica”: come si manifesta un disegno così ambizioso? Con quale logica e quali strumenti? Ecco, solo questo soprassalto di consapevolezza può guidare verso l’identificazione di principi, contenuti e indirizzi della possibile nuova alleanza. Dunque, al più presto la rotta va invertita. In alcune circostanze, infatti, i buoni propositi si misurano sulla disponibilità a ricominciare da zero.


*Portavoce nazionale dei Democratici Popolari (Area Monti)