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Senza fiato per la crisi: le banche chiudono i rubinetti

La Cna di Roma e del Lazio rende nota l’analisi dello scenario economico realizzata su un campione di imprese. L’unica nota positiva è la diminuzione dei pessimisti che credono “che il peggio debba ancora arrivare”. Sul futuro: “La recessione non abbandonerà la regione nel 2013 con una diminuzione del Pil pari all’1,1%”. L’accesso al credito diminuisce mentre aumenta la difficoltà.. e c’è chi i soldi ottenuti li restituisce alla banca

La crisi morde, spezza le resistenze ma non le speranze. E per la prima volta arretrano i  “pessimisti”, coloro che sono fermamente convinti che “il peggio deve ancora arrivare”. A dire che in fondo al tunnel della recessione c’è una piccola luce, sono gli artigiani della Cna di Roma e del Lazio.
“La recessione resta acuta ma per la prima volta, dopo semestri caratterizzati da una sfiducia incondizionata, gli imprenditori manifestano qualche timido segnale di speranza nel futuro”. Questo il “sintomo di ripresa” che emerge dell’indagine congiunturale semestrale “Consuntivo II semestre 2012 – Previsioni I semestre 2013” condotta su un campione regionale di 800 imprese.
Secondo la ricerca “la fotografia sull’andamento di ordini, produzione, fatturato e utili nel corso del semestre esaminato, smentisce in parte le previsioni fortemente negative espresse dagli imprenditori”. In particolare, il saldo (ovvero la differenza in percentuale tra chi ha espresso un giudizio positivo e negativo) sull’andamento dell’indicatore sintetico si attesta a -41,8% contro una previsione di -45,3%. Inoltre, la percentuale di imprese che ritiene che il peggio della crisi debba ancora arrivare e’ scesa al di sotto del 50% (nella precedente indagine).

donna crisi


La recessione non abbandonerà la regione nel 2013 con una diminuzione del Pil pari all’1,1%. I risultati dell’indagine condotta sulle piccole e medie imprese del Lazio confermano il “permanere di condizioni molto difficili per il sistema produttivo regionale: sia i dati del consuntivo del II semestre 2012 sia le previsioni del I semestre 2013 evidenziano saldi negativi”. I più negativi si registrano per il fatturato estero e per l’utile lordo; anche il fatturato totale registra un lieve peggioramento (da -38,6% a -40,6%) passando dai dati a consuntivo ai dati delle previsioni. Un lieve miglioramento pero’ e’ atteso per gli indicatori principali dell’indagine: quello della produzione (dal -36,8% al 36,6%), quello degli ordini (dal -41% al -34,8%) e quello dell’utile lordo (dal -47,6% al -43,9%). La ripresa del settore produttivo del Lazio passa, secondo gli imprenditori, per le misure per facilitare l’accesso al credito e tramite investimenti in nuove infrastrutture.
E’ diminuita nel II semestre del 2012 la percentuale di imprese che ha accesso al credito bancario: il 49,6% contro il 56,8% del II semestre 2011. E Secondo la ricerca, la disponibilità di credito bancario è diminuita sia con riferimento alla componente di breve periodo che alla componente di medio e lungo periodo. A livello provinciale, le imprese della provincia di Frosinone sono quelle che hanno avuto maggiormente accesso al credito (il 79,7%) mentre inferiore alle altre province è la percentuale per le imprese della provincia di Latina (il 42,4%). Oltre ad una minore disponibilità di credito bancario, si registra anche un “generale peggioramento delle condizioni di accesso allo stesso soprattutto per le garanzie richieste seguite dai tassi di interesse praticati e dai tempi di concessione”. Sono aumentate, sempre secondo l’indagine, le riduzioni, le richieste e le revoche dei finanziamenti bancari in essere: il 28,8% delle imprese nel II semestre del 2012 contro il 27,6% del I semestre del 2012.
Il “segnale positivo” sottolineato dalla ricerca emerge dal fatto che “la percentuale di imprese che ritiene che il peggio della crisi debba ancora arrivare (il 44,6%) diminuisce con il passare del tempo mentre aumenta la percentuale delle imprese che ritengono che il peggio sia già’ passato (il 6,6%). Sarà vero?