Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Roma » Sesso con il “turbo” ma cinese. L’invasione dell’ultraviagra

Sesso con il “turbo” ma cinese. L’invasione dell’ultraviagra

Le pillole dell’amore sono state bloccate dalla Guardia di Finanza all’aeroporto “Leonardo da Vinci”. Quindicimila compresse e mille flaconi di stimolanti senza alcun tipo di certificazione stavano per invadere il mercato, per un controvalore di 200 mila euro. Due passeggeri di nazionalità serba in arrivo da Pechino sono stati denunciati per aver messo a rischio la salute pubblica con la promessa delle pozioni dell’amore. IL VIDEO

Nelle camere da letto stavano per arrivare migliaia di confezioni di alcuni prodotti spacciate come vere e proprie “pozioni dell’amore”. Una pasticca di Tadalafil, “cialis”, assicurerebbe un effetto ben più durevole rispetto al più famoso Viagra. Bastano poche gocce di “Spanish Fly” per diventare l’oggetto della passione del proprio partner.


Peccato che questi preparati dei moderni cupido avessero una provenienza quanto meno dubbia. Trasportati da due passeggeri in arrivo da Pechino, i prodotti erano stipati in due grosse valige. Ai funzionari della dogana non è stata mostrata alcuna documentazione idonea, facendo scattare così i controlli della Guardia di Finanza. Sono risultati quindi quindicimila le compresse di “Cialis” e mille i flaconi di gocce di “Spanish Fly” contraffatti sequestrati all’aeroporto “Leonardo da Vinci” di Fiumicino.
I due passeggeri di nazionalità serba, provenivano da Pechino via Istanbul, alle prime domande, hanno motivato l’arrivo in Italia con il loro lavoro di informatori scientifici ma non hanno esibito documentazione idonea sulla provenienza dei medicinali, verosimilmente di origine cinese.
La perfetta imitazione dei medicinali avrebbe potuto trarre in inganno qualsiasi persona, nonché mettere seriamente a rischio la salute dei consumatori, trattandosi di composizioni contenenti sostanze pericolose, spesso realizzate senza il minimo rispetto delle norme igieniche. 

Le compresse e i flaconi di gocce sequestrati, che sarebbero stati immessi clandestinamente in commercio avrebbero fruttato oltre 200 mila euro. I due sono stati denunciati a piedi libero alla Procura della Repubblica di Civitavecchia per importazione di prodotti con marchi contraffatti e reati contro la salute pubblica.