Mille euro per una baracca. Per le famiglie più disperate non rimaneva che pagare per assicurarsi un tetto nel campo rom di Salone. A gestire la riscossione delle mazzette per l’assegnazione dei container una donna, la rom Lenuta Baldovin Tomescu, nota come Alina, la plenipotenziaria del campo, forte della sua amicizia con i due vigili urbani di Roma Capitale, gli appuntati Massimiliano Fanucci e Franco Proietti, che invece di rappresentare l’autorità erano arrivati a imporre tangenti per l’assegnazione delle case-container.
E’ questa l’accusa che ha portato al rivio a giudizio, con l’accusa di concussione, dei due vigili. Lo riporta Adelaide Pierucci su Leggo.it. Fanucci e e Proietti a ottobre saranno processati ed insieme a loro ci sarà anche “Alina”, legata da un’amicizia intima con Fanucci, e temutissima dagli altri abitanti del campo nomadi. Secondo l’accusa sarebbe stata proprio lei, forte del rapporto con il vigile e il suo collega, a gestire in tutta libertà un giro di prostituzione e, almeno fino al 2010, a fare da intermediaria nella riscossione delle mazzette: soldi che poi sarebbero stati divisi equamente. 2Tutti qua sanno che tra Alina e il vigile Massimiliano c’è un rapporto stretto – aveva ammesso una romena senzatetto – Tanto che lei poteva permettersi di avere un atteggiamento arrogante con gli altri residenti del campo”.
I vigili Fanucci e Proietti “addetti al controllo del campo nomadi di via di Salone n. 323» – si legge sul capo di imputazione – «abusando della loro qualità, con la minaccia implicita di escludere i nomadi dall’assegnazione dei moduli abitativi di detto campo, pretendevano e si facevano dare da essi somme di denaro”. L’inchiesta era partita da una denuncia presentata a Piazzale Clodio dalla stessa municipale e sono sono stati gli stessi nomadi a denunciare i presunti vigili corrotti, una volta chiamati a testimoniare. I magistrati hanno così potuto ricostruire anche singoli episodi di estorsione e minaccia a chi, nel campo, si rifiutava di pagare. Il Comune di Roma ora chiede i danni all’immagine e si è formalmente costituito parte civile.
