Sharon Stone è tra gli ospiti più attesi della giornata conclusiva della Global Nobel Laureates Assembly on Artificial Intelligence and Nuclear War, l’incontro internazionale che quest’oggi, giovedì 16 luglio, riunirà in Campidoglio Premi Nobel, ex capi di Stato e di Governo, studiosi, leader religiosi ed esperti di IA per confrontarsi su alcune delle sfide più decisive per il futuro del pianeta. La sua presenza contribuirà ad arricchire un parterre già considerevole di personalità di primo piano e a dare ulteriore rilievo a un appuntamento il cui fulcro sarà la ricerca di principi condivisi per governare lo sviluppo delle nuove tecnologie senza perdere di vista la sicurezza e la tutela della pace.
L’evento si concluderà infatti con la firma della Dichiarazione di Roma per una Pace Disarmata e Disarmante, un documento che punta a fissare principi condivisi per la governance degli attuali “sistemi intelligenti”, tenendo in considerazione i rischi derivanti dall’impiego di tali tecnologie all’avanguardia in ambito militare e nucleare.
Roma capitale del dialogo tra scienza, politica, pace e mondo dello spettacolo

A partire dalle ore 10:00, la Capitale diventerà il punto di incontro di una rete composta da circa trenta Premi Nobel, rappresentanti delle principali università e istituzioni di ricerca, autorità religiose ed esponenti politici. Dopo un breve intervento introduttivo a cura di Roberto Gualtieri nell’Aula Giulio Cesare, l’obiettivo sarà mettere in dialogo il mondo scientifico, quello politico, culturale e accademico per individuare una strategia univoca su numerose questioni: dai sistemi d’arma autonomi al rischio nucleare, passando per i risvolti etici legati all’impiego delle innovazioni tecnologiche e la salvaguardia della dignità umana, fino ad arrivare alla prevenzione dei conflitti e alla necessità di una maggiore cooperazione in grado di stare al passo con le rapide trasformazioni in atto.

La partecipazione di Stone appare quindi perfettamente in linea con lo spirito dell’iniziativa. Non a caso, negli ultimi anni l’attrice americana ha affiancato alla carriera cinematografica un crescente impegno a sostegno di cause sociali e umanitarie, prendendo parte a campagne di sensibilizzazione e incontri dedicati ai grandi temi dell’attualità, dalla salute ai diritti umani.
A marzo, ad esempio, in occasione della Giornata internazionale della donna, ha preso parte alla campagna “I AM”, promossa da We Do It Together e dedicata all’empowerment femminile, alla valorizzazione del ruolo delle donne nella società e all’uguaglianza di genere. Lo scorso inverno, invece, ha ricevuto un riconoscimento ai Victoria Awards per il suo costante impegno umanitario, tornando a sottolineare l’importanza di utilizzare la propria notorietà pubblica per sostenere iniziative di carattere sociale.
Perciò, oltre che a fungere da richiamo mediatico, la protagonista di Basic Instinct potrà nuovamente dimostrare come il mondo dello spettacolo possa contribuire al dibattito pubblico, mettendo la propria notorietà al servizio di cause che travalicano il grande schermo.

