Morire di credito in tempo di crisi potrebbe essere anche comprensibile. Morire di burocrazia, dopo anni di promesse della politica di modernizzazione del Paese, questo no. E invece accade. A Roma, dove la Confcommercio ha realizzato una ricerca su un campione di 500 imprese commerciali dalla quale emerge che il 75 per cento degli intervistati ha indicato come causa della chiusura le complicazioni burocratiche. Insomma, il Paese dei Borbone colpisce ancora e, insieme al calo dei consumi e alla pressione fiscale, strangola e uccide imprese, imprenditori e dipendenti.

Ecco perché la Confcommercio di Roma ha indicato la riforma di Roma Capitale, la legge in itinere che ridefinisce poteri e compiti della città, come fondamentale. Per le piccole e medie imprese, la ridefinizione dei compiti porterebbe semplificazione burocratica, taglio di tempi e costi per le procedure obbligatorie, trasparenza e regole certe, miglioramento dei rapporti con l’amministrazione, promozione turistica e culturale del territorio, nonché razionalizzazione della gestione dei fondi destinati alla attività produttive.
Spiega il presidente Giuseppe Roscioli: “Siamo entrati – dice il presidente della Confcommercio di Roma, Giuseppe Roscioli – in una nuova fase che costituisce, con l’approvazione delle modifiche al secondo decreto su Roma Capitale, un passo in avanti nella direzione di un ulteriore sviluppo di Roma come Capitale della Repubblica italiana e metropoli internazionale. Come rappresentanti delle imprese auspichiamo che il percorso iniziato nel 2009 con la legge su Roma Capitale possa concludersi in tempi brevi, anche al fine di un potenziamento dei tavoli già avviati con le Organizzazioni di categoria: da quello sulla semplificazione a quello per il piano del commercio per una loro concreta attuazione.
Come risulta anche dalla nostra indagine – conclude Roscioli – le imprese esprimono bisogni e necessità che negli anni della crisi sono andate acuendosi. La promozione del territorio e lo sviluppo economico di Roma passano necessariamente attraverso un’accelerazione dell’iter politico amministrativo”.
IL CAMPIONE DELLE IMPRESE
La ricerca è stata effettuata su questo campione: 30% turismo e servizi; 25% pubblici esercizi 20%; area food; 20% abbigliamento.
