Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Roma » “Signora bella, hai il malocchio”. “Zingare” all’opera, ma è estorsione

“Signora bella, hai il malocchio”. “Zingare” all’opera, ma è estorsione

La disavventura di una giovane casalinga. Per sette giorni viene tormentata da due nomadi con l’incubo del malocchio e cede al ricatto. Quando le richieste di denaro diventano ossessive, racconta tutto a casa e va da i carabinieri. All’ultimo appuntamento in cui doveva “donare” 300 euro in cambio della fine della “malasorte” si presentano anche i militari. Arrestate

Chiunque interrogato, pubblicamente ma anche privatamente, negherebbe di credere nel malocchio. Persino nel gatto nero che attraversa da destra a sinistra o nell’effetto benefico del corno rosso agganciato al portachiavi o custodito nelle tasche.
Nella trappola del malocchio c’è invece finita una giovane casalinga, una trentacinquenne che vive nel quadrante est della città che per una settimana intera ha incrociato lo sguardo di due “zingarelle”, due rom di 47 e 16 anni.

nomadi campo lombroso 03


Ogni giorno la stessa storia. Arrivava al supermercato, parcheggiava e quando chiudeva lo sportello, si ritrovava la minibanda che la circondava chiedendo una specie di “tangente” per evitare la malasorte. Tutti i santi giorni, per sette giorni consecutivi e domenica compresa, le due nomadi hanno chiesto denaro: in cambio avrebbero tolto la “fattura” E la donna, mossa un po’ dalla generosità e anche un po’ dal timore, ha sempre aperto il portafogli donando piccole somme. Solo che le richieste al terzo giorno aumentavano sempre di più sino a quando la donna ha raccontato in famiglia la sua disavventura. La scelta è stata quella di andare dai carabinieri per denunciare la vera e propria estorsione che si verificava nel parcheggio del supermercato e così hanno bussato alla stazione dei Carabinieri di Tor Vergata.
Quindi la trappola. Di nuovo al supermercato, di nuovo col le sporte in mano davanti allo sportello e ancora le due roma a chiedere soldi in cambio della libertà dal fato “segnato”. Solo che stavolta c’erano anche i carabinieri. Quando la donna ha aperto la borsa per consegnare 300 euro, i militari sono intervenuti e le hanno arrestate. Per la donna di 47 anni si sono aperte le porte del carcere di Rebibbia, mentre per la minorenne, quelle del centro di prima accoglienza per minorenni. Entrambe saranno ospiti dello Stato in attesa del processo. L’accusa è di estorsione.