Erano le nove di giovedì mattina quando in tre bussano alla porta di un appartamento in via Gandolfi, alla Camilluccia, quartiere della Roma Bene nel quadrante Nord della Capitale. Lì è ospite della cugina Silvio Fanella, broker 41enne condannato a 9 anni di carcere per la maxitruffa Fastweb-Telecom Italia Sparkle scoppiata nel 2010. Era proprio lui la mente e il cassiere della banda di Gennaro Mokbel. Fanella non ha mai perso una seduta del dibattimento in tribunale che lo vede protagonista, ma ora molti dei misteri che lo legavano a quella illecita manovra da due miliardi di euro rimarranno nell’ambito delle ipotesi.
L’ultimo colpo di scena nella notte quando i carabinieri del Ros e gli agenti della squadra mobile hanno trovato in un sottotetto di un appartamento a Pofi, località in provincia di Frosinone, oltre 30 bustine di diamanti, 284mila dollari e 188mila euro tutti in contanti, e cinque orologi di gran pregio, uno dei quali un Rolex incastonato di diamanti. Era forse questo il ‘tesoro’ che cercavano i killer di Silvio Fanella, assassinato da un colpo di pistola al petto. E’ stato lui ad aprire la porta al commando di tre persone che si erano spacciati per finanzieri in visita per un normale controllo. Il broker, che godeva degli arresti domiciliari, non si era insospettito. “Scappa, vai via di qua”. Questo il grido che allerta tutto il vicinato, la lite e l’eco dei colpi di pistola. Fanella cade a terra colpito a morte. I tre killer scappano, ma uno di loro, il 29enne Giovanni Battista Ceniti è ferito gravemente, raggiunto da una pallottola ad un gluteo e i compagni decidono di lasciarlo nel cortile del comprensorio.
E’ stata la cugina del 41enne, testimone oculare del delitto, a ricostrure la colluttazione avvenuta in casa sua agli investigatori. I rilievi della scientifica hanno evidenziato come a sparare sembra sia stata una sola arma, una calibro 765. Nessuna altra pistola è stata ritrovata all’interno dell’appartamento: il malvivente potrebbe essere rimasto ferito durante la lite.
Secondo verifiche degli investigatori Giovanni Battista Ceniti, il 29enne, originario di Genova e che si trova intubato e ricoverato in gravi condizioni al Gemelli, avrebbe avuto in passato frequentazioni con la formazione di estrema destra Casapound una affiliazione che, come confermato dalla stesso leader Iannone, dismessa tre anni fa. La direzione distrettuale antimafia ha emesso nei suoi confronti un provvedimento di fermo per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione. Ceniti, non appena le sue condizioni di salute lo consentiranno, sara’ interrogato dagli inquirenti
Si indaga su suoi eventuali rapporti con la criminalità anche non locale. Nessun elemento utile sarebbe inoltre stato trovato nella Croma grigio metallizzato, rintracciata poi in via Premuda, nei pressi città giudiziaria di piazzale Clodio, utilizzata dagli altri due aggressori per darsi alla fuga.
Chi indaga non escluda nessuna pista per far luce sul delitto: da questioni legate al denaro, alla criminalità organizzata, fino all’esame dei legami di Fanelli con Gennaro Mokbel e i rapporti di questo con alcuni movimenti politici dell’area di estrema destra. Proprio seguendo il fiume di denaro che il “cassiere” di Mokbel avebbe maneggiato si potrebbe risalire ai dettagli di un delitto dai contorni di un vero e proprio romanzo criminale.
Stando a quanto accertato dalla procura di Potenza, tempo fa alcuni giovani lucani erano stati reclutati da un componente della banda Mokbel, conosciuto in carcere, allo scopo di sequestrare Fanella, sospettato di aver fatto sparire dei soldi che erano destinati all’organizzazione



