Prese 200mila euro per assicurare l’aggiudicazione di un appalto ad un imprenditore compiacente. Con questa accusa l’ex assessore alla sanità Marco Verzaschi è stato condannato a quattro anni di reclusione dai giudici della quarta sezione penale del tribunale di Roma.

I fatti contestati dalla procura si riferiscono al 2004 quando Verzaschi era all’epoca esponente della giunta Storace. Ex consigliere comunale a Roma, eletto nel 1986 tra le file della Democrazia Cristiana, entrò nel consiglio d’amministrazione della municipalizzata delle nettezza urbana. Nel 1995 passò a Forza Italia e venne eletto consigliere della Regione Lazio; riconfermato consigliere nel 2000 durante l’amministrazione Storace, ricoprì l’incarico di assessore all’ambiente fino al 2002, per poi prendere le redini dell’assessorato regionale alla Sanità. E proprio in questo periodo si fanno risalire i contatti con l’imprenditore Renato Mongillo, titolare della Security Service, che gli avrebbe versato 200mila euro nella primavera del 2004 per accelerare la procedura di aggiudicazione di un appalto per la messa in sicurezza dell’ospedale San Giovanni benché la stessa si fosse conclusa a favore della società.
Per questa vicenda Verzaschi, che nel frattempo aveva aderito all’Udeur in vista delle politiche del 2006, si era dimesso nel dicembre di quell’anno da sottosegretario alla Difesa del governo Prodi finendo poi ai domiciliari. La procura aveva chiesto una condanna a 8 anni per concussione, ma i giudici hanno riconfigurato il reato a induzione indebita a dare o promettere utilità e comminato a Verzaschi 4 anni di reclusione, ma di questi 3 sono stati condonati per l’indulto. Disposta anche l’interdizione per 5 anni dai pubblici uffici, mentre è caduto in prescrizione l’episodio di corruzione contestato a Verzaschi per altri 200mila euro che Anna Giuseppina Iannuzzi, già nota alle cronache come “lady asl”, gli avrebbe consegnato per l’autorizzazione all’apertura della casa di cura privata Centro Romano San Michele. “Contro la condanna faremo ricorso in appello”, ha commentato l’avvocato Fabrizio Lemme, difensore dell’ex assessore.
