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Solo contanti in cambio di merce. Imprese vecchie: zero in e-commerce

Camera di Commercio e Confcommercio denunciano l’arretratezza delle imprese romane nel settore delle vendite on line. Solo 15 società su 100 utilizzano la rete per vendere i loro prodotti, Così varano un piano di alfabetizzazione dedicato agli imprenditori. Alla base della patologia, “la dimensione medio piccola”. La denuncia è del vice di Confcommercio, Rosario Cerra. La media italiana è del 25 per cento

Un tonfo che la dice lunga sulla modernizzazione della città. Pur avendo la più alta concentrazione di telefonini, videofonini e smartphone, ma anche ipad e tablet vari nonché una rete a banda larga sì diffusa ma solo concentrata laddove i gestori fanno business e con livelli di servizio da far ridere, nella Capitale d’Italia solo il 15 per cento delle imprese utilizza l’e-commerce. Per il resto vale la regola della bottega e dei contanti in cambio degli oggetti.

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Così Confcommercio e Camera di Commercio di Roma tentano la via dell’educazione all’acquisto via rete, organizzando una serie di seminari dedicati a imprenditori e imprese. “Per supportare le aziende a Roma”. “Ormai, attraverso il web – ha detto il vicepresidente della Confcommercio di Roma Rosario Cerra – imprese e consumatori, o imprese e altre imprese, dialogano dando vita a un nuovo modo di interpretare il business. Ma a Roma e nel Lazio, secondo l’Osservatorio delle pratiche innovative, su un campione di 400 imprese solo il 15% fa uso dell’E-commerce”. Il motivo, secondo Cerra, “è la dimensione medio piccola delle imprese, che limita la loro presenza sulle piattaforme di vendita online, in considerazione dei tempi e dei costi di gestione. Sul territorio nazionale, invece, la percentuale sale al 25 percento, numero comunque inferiore alle medie di Stati Uniti o Cina”.
Dai dati presentati dalla Confcommercio di Roma, si vede come “in alcuni settori più che in altri si affianca al ‘negozio’ il ‘negozio virtuale’: con le modalità multicanali di vendita e l’utilizzo del web c’è un risparmio consistente in termini di spesa”.
I settori più interessati dal fenomeno dell’e-commerce nell’ultimo anno sono stati abbigliamento (25%), vendita dei prodotti per la cura della persona (20%) e servizi (55%), mentre l’alimentare, nel 2013, ha aumentato del 5% l’uso dell’E-commerce.
“Ovviamente la vendita multicanale – ha concluso Cerra – richiede investimenti su personale, logistica e integrazione con i social media. Questi ultimi sono importanti sia per le strategie di marketing dell’azienda, sia perché stimolano la partecipazione attiva del cliente, che oltretutto ha anche la possibilità di condividere e trasmettere ad altri le informazioni sul prodotto, moltiplicando la conoscenza del brand”.
“La Camera di Commercio – ha detto Pietro Abate, segretario generale della Camera di Commercio di Roma – sostiene questo progetto, fondamentale per uscire dalla crisi, e sosterrà questo tipo di iniziative sempre di più. Le imprese che scelgono di entrare nella cultura dell’E-commerce sono in crescita media del 10%”.