Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Roma » Il virus Ebola è in Italia. “Siamo pronti”. A Roma il medico siciliano contagiato

Il virus Ebola è in Italia. “Siamo pronti”. A Roma il medico siciliano contagiato

Il virus Ebola è in Italia. “Siamo pronti”. A Roma il medico siciliano contagiato
E’ in cura presso l’ospedale romano il medico di Emergency infettato dal virus letale in Sierra Leone. Uno speciale ponte aereo ha permesso il rimpatrio dell’uomo, trasportato a bordo di uno aereo militare all’aeroporto di Pratica di Mare. Il paziente, in condizioni stabili, è assistito da una task force di medici ed infermieri volontari. Per le cure verrà utilizzato un farmaco sperimentale

Gli specialisti della Simit (Società Italiana di malattie Infettive e Tropicali), per bocca del Presidente Massimo Andreoni  rassicurano sul caso, peraltro non escluso mai nei precedenti appelli. Il medico di Emergency, secondo quanto si è appreso, non ha avuto alcun problema durante il viaggio, compiuto all’interno di una speciale barella isolata avio-trasportabile. Anche l’ambulanza è stata appositamente equipaggiata in biocontenimento. Il trasbordo del paziente dalla barella aviotrasportabile a quella dell’ambulanza è avvenuto anch’esso in stato di completo isolamento.
E’ accaduto quanto era stato più volte ipotizzato – precisa il Prof. Massimo Andreoni, presidente della SIMIT (Società Italiana di malattie Infettive e Tropicali) –  l’arrivo di un operatore sanitario che si è ammalato in uno dei paesi in cui è presente attualmente l’epidemia. Sicuramente, così come è accaduto non solo in USA e Spagna, ma anche in due stati africani quali Nigeria e Senegal,  l’Italia ha tutte le attrezzature e competenze necessarie per trattare al meglio il singolo caso e per evitare la propagazione dell’infezione”.

Ha la febbre a 39 il medico italiano di Emergency arrivato in Italia questa mattina con un volo dalla Sierra Leone dopo aver contratto l’Ebola. L’uomo, cinquantenne di Catania che presta servizio all’ospedale “Umberto I” di Enna, è ora in cura presso l’ospedale Spallanzani, vera e propria punta di diamante tricolore nella lotta contro il letale virus africano; ad assisterlo una task force di 15 medici ed infermieri volontari dell’equipe medica del nosocomio punto di riferimento per il trattamento delle malattie infettive.
Per le cure verrà utilizzato un “trattamento antivirale specifico con un farmaco non registrato in Italia autorizzato con un’ordinanza dell’Aifa su indicazione del ministro della Salute”. Il paziente “e’ in buone condizioni generali”, anche se all’arrivo all’ospedale Spallanzani di Roma “presentava febbre e brividi”, con “malessere generale e iperemia congiuntivale ma non presenta segni di disidratazione”. E’ quanto annunciato col primo bollettino medico, diramato dal personale sanitario dell’ospedale Spallanzani, nel corso della conferenza stampa organizzata subito dopo il ricorvero. “Il fegato e milza – ha spiegato l’infettivologo Emanuele Nicastri – sono nella norma, non ci sono rumori patologici a livello del torace.

Il medico di Emergency ricoverato allo Spalanzani dopo il contagio col virus Ebola ha la febbre da domenica 23, ma è vigile, collaborante, deambulante e autonomo. L’allarme era soccoppiato giovedi’ 20 novembre quando si è registrata la comparsa di un unico episodio di vomito e diarrea senza sangue, con astenia e febricola. Domenica 23 febbre fino a 38 e mezzo, regredita dopo antipiretici.
“Mio marito ci ha detto di stare tranquilli, che sta bene e che tutto si risolvera’ per il meglio”. Lo ha riferito la moglie del medico alla Tgr Sicilia. “Ha messaggiato a lungo con la figlia che ha voluto tranquillizzare – ha aggiunto la donna: “Vorrei sapere quando potro’ andarlo a trovare. Con i ministeri della Salute e degli Esteri, cosi’ come dai vertici di Emergency, non abbiamo avuto contatti”.
L’uomo doveva tornare in Italia a fine novembre. A settembre aveva chiesto alla direzione l’aspettativa per potere prestare la sua opera con Emergency. Prima di lavorare in Sierra Leone, aveva per un periodo prestato la sua opera in un ospedale di Emergency nel Kurdistan. Il medico avrebbe dovuto rientrare in servizio a Enna ai primi di dicembre. La conclusione del suo periodo di volontariato in Africa era prevista per il 28 novembre. Il direttore sanitario dell’Asp di Enna, Emanuele Cassara’, ha riferito che le condizioni del medico siciliano non sono particolarmente gravi, ma che ovviamente c’e’ grande apprensione per lui. Lo Spallanzani, ha ricordato Cassara’, e’ il migliore ospedale specializzato d’Italia e lo stesso paziente è sereno e ottimista.