Due, forse tre colpi in pieno volto. E il furgoncino nel quale si trovata si è trasformato in una scena da film horror. Così un imprenditore romano, Sesto Corvini di 74 anni è stato ucciso questa mattina in strada a Casal Palocco. L’agguato intorno alle 9 del mattino mentre l’uomo era alla guida di un furgone all’incrocio tra via Alessandro Magno e via Nicanore di Alessandria.
Si pensa ad un killer che l’ha raggiunto e freddato ma non si esclude che gli autori siano due. Le indagini sono dei carabinieri della locale stazione del comprensorio residenziale e della Compagnia di Ostia. I colpi sono stati sentiti da diversi residenti della zona. Il comandante del Gruppo Carabineri di Ostia, Giovanni Adamo, ha parlato di “esecuzione”. L’uomo era solito infatti transitare sulla strada dove è stato ucciso. L’assassino si sarebbe accostato al mezzo fermo all’incrocio e avrebbe aperto lo sportello, sparandogli. La vittima, Sesto Corvini è residente nella zona e proprietario di molti terreni e di un complesso sportivo.
“Qui in zona non era amato, aveva contenziosi con mezza Casal Palocco: non sorprende che sia uscito fuori un pazzo…”. Così Andrea, un residente di Casal Palocco commenta l’omicidio. Corvini aveva almeno una decina di contenziosi con il Consorzio e centinaia con i privati, perché nel 1994 aveva comprato ad un’asta fallimentare terreni in tutta Casal Palocco. “Chi semina vento raccoglie tempesta… – aggiunge Mario un altro residente – Non è un criminale, avrà anche agito legalmente, ma non si è fatto tanti problemi”. Davanti a casa di Corvini in via Arturo Toscanini all’Infernetto, meno di un chilometro in linea d’aria dal luogo dell’omicidio, i giornalisti chiedono un commento al vicino di casa che rimane incredulo: “Non lo sapevo e mai avrei pensato che potesse succedergli una cosa tanto orribile. Vivo qui da due anni e lo conosco come una bravissima persona così come tutta la famiglia: la moglie e i tre figli”.
I Carabinieri non escludono l’ipotesi criminalità organizzata, ma al momento le indagini ruotano soprattutto su questioni inerenti alla professione di Corvini, alle proprietà che aveva e ai frequenti litigi. Tra le persone sentite anche la moglie che ha illustrato agli investigatori i litigi più gravi, in alcuni casi ci sarebbero state anche minacce. Presumibilmente Corvini questa mattina al momento dell’omicidio si stava recando, come faceva tutti i giorni, in un terreno di sua proprietà poco distante dal luogo della sparatoria, per dare da mangiare a delle galline che allevava.

