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Storace saggio e statista: “Nicola non querelare, ripensaci”

Il vicepresidente del Consiglio regionale, Francsco Storace, sale in cattedra con un tweet: “”Zingaretti querela Il Messaggero per la denuncia sui rapporti tra Pd e Cerroni. Mercoledì capirà che sbaglia. Ci ripensi. Come per Riano…”.

E sugli stralci del provvedimento che ha portato Manclio Cerroni agli arresti, pubblicato da diversi giornali nella parte in cui si parla degli omaggi natalizi a politicie giornalisti, Sortace avverte: “Il Tempo di ieri in prima pagina, e il Corriere della Sera con un taglio molto minore, hanno raccontato ieri mattina lo scandalo dei regali natalizi dell’avvocato Manlio Cerroni, ora agli arresti domiciliari assieme alla sua gang, ai politici di Roma e del Lazio e ad una serie di altri personaggi più o meno conosciuti, consegnati tra il 2005 e il 2008. Ne parlo perché nell’elenco dei destinatari di cesti alimentari, c’era anche il mio nome. Non intendo polemizzare con i giornali. Se hanno in mano quella che reputano una notizia, fanno bene a darla. Mi chiedo solo se un’inchiesta dai contorni inquietanti si può ridurre a barzelletta. E se gli inquirenti, passando certe veline, sono convinti di avere successo nel tentare di inchiodare con prove spero più consistenti l’imperatore dei rifiuti romani. Se un cronista mi avesse chiesto sulla fondatezza della ‘notizia’, avrei risposto di non saperlo. Tra Natale 2005 e Natale 2008 non ero più presidente della Regione e non capisco perché avrei dovuto ricevere prosecco e panettone da Cerroni, quale vantaggio avrei potuto assicurargli. Se invece i regali fossero arrivati prima, magari assieme a tanti altri – tempo fa un dono a Natale era una festa, ora sembra diventare un reato – vorrebbe dire che l’avvocato de noantri si sarebbe introdotto a palazzo regionale davvero a poco prezzo….”. Così, lo riferisce una nota, Francesco Storace, vicepresidente Consiglio regionale del Lazio, su Il Giornale d’Italia e sul sito del partito.
“Prima o poi scoprirò se i torroncini di Malagrotta sono arrivati davvero e sono entrati nella mia pancia o sono stati destinati – come accadeva per i doni alimentari che arrivavano in regione – nelle case di povera gente, secondo quelle che erano mie precise istruzioni – si legge – Però, mi resta una curiosità. L’ordinanza che ha portato agli arresti Cerroni e company non parla di spumante e pandoro, ma di tangenti e associazione per delinquere. Non serve davvero pubblicare elenchi che a me paiono messi in bella evidenza solo per colpire chi era estraneo al sistema Cerroni – penso anche al verde Bonelli, ad esempio – mi piacerebbe invece leggere stralci dell’inchiesta che riguarda anche autorevolissimi dirigenti regionali ancora al loro posto ma di cui nessuno parla con l’evidenza che meritano fatti e misfatti. Occhio alle cortine fumogene”.