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Roma

I comitati "No discarica" aspettavano questo momento da giorni. Dalla Camera dei Deputati sono risuonate fino alle pendici del Divino Amore le parole con cui il Ministro Massimo Bray ha seppellito, forse definitivamente, l'ipotesi di far confluire nell'invaso della Falcognana tutta la spazzatura di Roma. Sono parole precise quelle che il Ministro per i Beni e le attività culturali ha pronunciato in risposta ad una interpellanza presentata dal capogruppo del Pdl Renato Brunetta. Bray lo dice chiaramente: “L'area individuata per ospitare la nuova discarica di Roma che rientra in un più vasto perimetro tra Laurentina e Ardeatina è dichiarata 'di notevole interesse pubblico'.”

rifiuti discarica ardeatina 02


Ricordando come la zona di Falcognana sia stata definita 'paesaggio agrario di rilevante valore' dal Direttore regionale nel gennaio del 2010, il ministro ha ricordato che questo impone il rispetto di normative molto strette. “In particolare si consente, relativamente alle discariche collocate in tale perimentro, la possibilità di procedere ad interventi modificativi di recupero delle stesse, solo previa valutazione di compatibilità con i valori riconosciuti del paesaggio agrario e subordinamente alla realizzazione di misure e opere di miglioramento della qualità paesaggistica del contesto. Viceversa la realizzazione di nuove discariche non è consentita".
"Conseguentemente - ha spiegato Bray - deve evidenziarsi in primo luogo come la dichiarazione di notevole interesse pubblico dell'area esclude qualsiasi intervento modificativo in relazione alla discarica in essere purché però risulti legittimamente autorizzata precedentemente al 25 gennaio 2010. In secondo luogo, al fine di assicurare il rispetto del paesaggio agrario ogni opera modificativa deve essere sottoposta alla preventiva prova di compatibilità paesaggistica, alla stregua di tutti i criteri definiti nel vincolo 2010".
Il ministro ha sottolineato non solo la caratteristica peculiarità ambientale, ma anche i rischi che sotto il profilo archeologico presenta il sito della Ecofer, che occupa una cava che aveva quasi completamente compromesso un sito archeologico: “Queste le motivazione per cui chiederò che il Mibac possa valutare attentamente le caratteristiche del progetto e la sua compatibilità con i vincoli del decreto del direttore regionale del gennaio del 2010". Un sospiro di sollievo per gli abitanti della zona che ora possono contare su un alleato nella lotta contro la designazione di un piccolo paradiso come soluzione all'inferno del post-Malagrotta.
Sul caso è intervenuta anche il ministro della Salute Beatrice Lorenzin che ha negato che al suo dicastero e all'Istituto Superiore di Sanità siano arrivati indicazioni formali da parte della Regione e dal Comune. Considerando "la rilevanza in termini di tutela della salute pubblica che l'iniziativa in esame può comportare e condividendo le preoccupazione espresse - ha concluso il ministro della Salute Beatrice Lorenzin - è mia ferma intenzione porre in essere ogni iniziativa che si renderà necessaria a tutela della salute pubblica e in particolare dei cittadini residenti nell'area interessata dalla discarica".
 

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