Raffica di verifiche della Polizia Locale nei quartieri della Capitale. Nel mirino soprattutto le biciclette elettriche modificate per aumentare velocità e prestazioni. I numeri emersi dai controlli sorprendono: la maggior parte dei veicoli ispezionati presenta irregolarità, con sequestri e fermi amministrativi in oltre metà dei casi.
Roma dichiara guerra ai mezzi modificati
Le biciclette elettriche sono ormai parte integrante del paesaggio urbano romano. Utili per muoversi nel traffico e sempre più diffuse tra cittadini e lavoratori delle consegne, finiscono però spesso al centro di comportamenti che ne alterano le caratteristiche originarie. Ed è proprio su questo fronte che la Polizia Locale di Roma Capitale ha deciso di intensificare la propria azione.
Le operazioni, pianificate insieme agli uffici della Motorizzazione Civile, hanno preso il via nei mesi scorsi nel centro storico per poi estendersi progressivamente ad altre aree della città. Gli agenti hanno concentrato l’attenzione sui veicoli sottoposti a modifiche tecniche non autorizzate, capaci di trasformare mezzi apparentemente innocui in veicoli molto più potenti e potenzialmente pericolosi.
E-bike sotto accusa: irregolarità record
I dati raccolti durante le ultime verifiche nei quartieri Parioli e Prati raccontano una situazione tutt’altro che marginale. Su oltre 150 mezzi controllati, circa l’85% delle biciclette elettriche esaminate è risultato non conforme alle norme.
Le anomalie più frequenti riguardano interventi che consentono di aumentare la velocità oltre i limiti previsti per legge, facendo di fatto perdere al mezzo la natura di semplice e-bike. Un fenomeno che, secondo gli esperti della sicurezza stradale, espone conducenti e pedoni a rischi ben maggiori rispetto a quelli normalmente associati alla mobilità elettrica leggera.
Sequestri, multe e fermo dei veicoli
Le verifiche non hanno riguardato soltanto le biciclette elettriche. Percentuali ancora più elevate di infrazioni sono state riscontrate tra i ciclomotori, spesso trovati con scarichi modificati o privi dei dispositivi previsti. Anche le minicar hanno fatto registrare numerose irregolarità, legate soprattutto alla guida senza patente adeguata o all’inosservanza delle norme di sicurezza. In oltre la metà degli accertamenti le contestazioni non si sono limitate alla sanzione amministrativa. Gli agenti hanno infatti disposto il fermo o il sequestro dei mezzi, una misura che testimonia la gravità delle violazioni riscontrate.
Il messaggio lanciato dal Campidoglio è chiaro: la mobilità sostenibile resta una risorsa preziosa per Roma, ma deve rispettare le regole. Perché una e-bike trasformata in un piccolo motorino clandestino non è più soltanto un mezzo ecologico, ma un problema di sicurezza per tutti.

