I carabinieri del Ros e dei comandi provinciali di Roma e Potenza hanno eseguito un provvedimento di fermo, emesso dalla procura della repubblica di roma, nei confronti di due indagati, Roberto Macori e Aniello Barbetta Aniello ritenuti responsabili del tentato sequestro, verificatosi il 29 agosto 2012, di Silvio Fanella, il broker ucciso all’interno della propria abitazione romana di via della Camilluccia il 3 luglio scorso.
Un terzo componente del gruppo indiziato del coinvolgimento con il caso Fanella è stato raggiunto dal provvedimento di fermo in carcare: si tratta del 35enne Giovanni Plastino già detenuto per un’altra vicenda. Oltre ai provvedimenti di fermo i carabinieri hanno anche svolto perquisizioni nelle abitazioni degli indagati: a casa di Macori, già ritenuto l’autista di Mokbel, sono stati trovati diversi diamanti.
I provvedimenti scaturiscono dalle indagini delegate al Ros, nel mese di dicembre, dalla direzione distrettuale antimafia capitolina, mirate ad approfondire gli elementi incidentalmente raccolti nel corso di un’attività sviluppata dal nucleo investigativo del comando provinciale carabinieri di Potenza e trasmesse per competenza territoriale alla Procura di Roma.
All’epoca il sequestro non riuscì in quanto Fanella non viaggiava a bordo del veicolo previsto dai rapitori. Dalla ricostruzione degli investigatori altre persone sarebbero coinvolte nella vicenda e sono in via di identificazione. In particolare, Macori per chi indaga è il promotore del progetto delittuoso, nonché sarebbe il gestore degli aspetti organizzativi, coadiuvato dalla componente deputata all’esecuzione del delitto, con cui era entrato in contatto durante un periodo di detenzione presso la casa circondariale di Frosinone. Il movente del delitto risultava riconducibile alla disponibilità del Fanella di ingenti somme di denaro, in parte reclamate dal Macori e custodite dalla vittima in qualità di “cassiere” del “gruppo” Mokbel. Al riguardo, nell’ottobre 2013, a conclusione del processo di primo grado scaturito dall’indagine “broker” condotta dal Ros in direzione di un vasto riciclaggio internazionale realizzato attraverso le società Telecom Sparkle e Fastweb, Mockbel, Fanella e Macori sono rispettivamente condannati ad anni 15, 9, 6 e sei mesi di reclusione.
