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T9, 3 giorni di sciopero. “Caltagirone viola contratti”

L’agitazione in seguito alle mancate risposte da parte del liquidatore dopo la cessazione di tutti i rapporti contrattuali dei tecnici

La redazione di T9 in stato di agitazione ha proclamato un pacchetto di 3 giorni di astensione dal lavoro. Lo sciopero e’ scattato in seguito alle mancate risposte da parte del liquidatore della Sidis Vision spa in liquidazione, Arturo Mechelli, alle richieste di chiarimento sull’organizzazione lavorativa dopo la cessazione di tutti i rapporti contrattuali dei tecnici avanzate dal fiduciario di redazione Alessandro Tittozzi, dal consigliere dell’Associazione Stampa Romana Francesco Latini. In questi mesi i giornalisti del Tg9, pur licenziati gia’ da settembre, “si sono impegnati con grande senso di responsabilita’ – dice una nota di Stampa romana – a realizzare un prodotto giornalistico che con il passare delle settimane ha avuto a disposizione sempre meno professionalita’ tecniche”.

La Sidis Vision Spa in liquidazione non ha piu’ in organico neanche un tecnico, “queste figure professionali sono state sostituite da altre di cui ne’ il direttore responsabile, ne’ il fiduciario di redazione, ne’ la redazione conoscono l’effettivo inquadramento contrattuale e lavorativo. Non sappiamo se i tecnici licenziati in questi mesi sono stati sostituiti da partite Iva o peggio ancora da lavoratori volontari”. I giornalisti da mesi “registrano anche la palese violazione del contratto collettivo nazionale di categoria; l’editore Edoardo Caltagirone e il liquidatore Arturo Mechelli non intendono tenere conto di quanto prescritto dal contratto e cioe’ che in virtu’ della particolare natura della professione giornalistica i giornalisti licenziati non possono scontare un preavviso lavorato e per di piu’ per un periodo cosi’ lungo (8 mesi) senza gli adeguati supporti tecnici e professionali”. Inoltre “i giornalisti vedono lesa la propria dignita’ professionale e di conseguenza il diritto/dovere di informare i telespettatori nel rispetto del pluralismo”.

“I giornalisti di T9 – concludono – intendono andare avanti con questa forma di protesta per evitare che un concessionario pubblico come un editore televisivo possa calpestare un istituto fondamentale della democrazia quale e’ la contrattazione collettiva”.