Dopo la relazione dell’assessore Alessandra Sartore e del presidente della IV commissione, Mauro Buschini, si è aperto il dibattito con gli interventi dei rappresentanti delle opposizioni in merito al Bilancio 2015. E le critiche sono feroci in merito sia ai contenuti che del brevissimo spazio di discussione visto i stringenti tempi di approvazione.
“Questo documento – ha dichiarato Francesco Storace – ha un pregio: quello della coerenza con uno slogan fortunatissimo della campagna elettorale di Zingaretti: ‘Immagina’. Infatti, questi documenti lasciano molto spazio all’immaginazione. Raccontano e auspicano, soprattutto nel Defr, una Regione in cui auspichiamo di vivere, ma nella quale non ci siamo accorti di vivere. E’ il primo bilancio della storia dove l’opposizione non farà ostruzionismo, ci saranno 600 – 700 emendamenti, e sono meriti che dobbiamo rivendicare per l’atteggiamento responsabile di tutti. Sul Defr ci sono svarioni, il più evidente quello che fa riferimento alla Giunta che ha approvato la legge sul nuovo Welfare. Da quando la Giunta approva le leggi?”, ha concluso Storace.
“Siete passati da 35 a 63 dirigenti aumentando i costi della politica – ha aperto così il dibattito, Giuseppe Cangemi (Ncd) – Abbiamo evidenziato già in commissione le criticità rispetto ai costi di Sviluppo Lazio. Non vuole essere una critica ma esprimo le difficoltà a capire la gestione di questa holding che avete creato. Dovremmo dire la verità ai cittadini di questa Regione: le tasse aumenteranno. Per quanto riguarda la sanità, – ha proseguito Cangemi – la cabina di regia ci costa 600 mila euro. Vorrei capire: cosa fa il coordinatore? Oltre a dare una poltrona a un ex politico ‘trombato’, qual è il ruolo e la funzione di questo strumento? E sulla sicurezza, l’assessore Ciminiello grida sui tagli del 60% sulla sicurezza, e che fine hanno fatto i patti per ‘Roma e il Lazio sicuro?’”.
“Anche quest’anno – ha sottolineato Valentina Corrado (M5s) – c’è stata l’assoluta discordanza rispetto ai tempi e le modalità di discussione di questi provvedimenti per ragione di tempi contingentati.” La Corrado è intervenuta anche sulla programmazione della messa in sicurezza della Pontina. “Si parlava di 508 milioni del Cipe per la costruzione dell’autostrada Roma – Latina. Scopro invece – continua la Corrado – che è previsto, prima uno stanziamento di 5 milioni all’agenzia che si occupa della manutenzione delle strade per la nostra Regione. Come può un governo, se di buon senso, spendere soldi che vengono dai contribuenti, per poi distruggere tutto e costruire l’autostrada?”. Pietro di Paoloantonio (Ncd) si è soffermato sulla brevità, a suo giudizio eccessiva, della discussione in Commissione, che si poteva ammettere nel caso di una amministrazione appena insediata ma non in questa situazione; nella manovra “abbiamo trovato poco”, conclude Di Paolo, anzi c’è qualche “amara sorpresa” come l’innalzamento delle tasse, che si cerca però di mascherare in qualche modo. Antonello Aurigemma (Pdl-FI) ha allargato la visuale dai documenti della manovra di bilancio alla complessiva attività del Consiglio e delle Commissioni, di cui chiede di incrementare i ritmi, allo scopo di contrastare la situazione presente di crisi economica della Regione, che rispecchia quella nazionale e internazionale. Rifiuti, sanità e trasporti, come principali problematiche della Regione, ma anche i lavori pubblici, con la problematica della Pontina, sono i temi con cui si conclude l’intervento di Aurigemma. Giancarlo Righini (FdI) si è soffermato sui pessimi numeri economici della Regione, numeri “ascrivibili sia alla destra che alla sinistra, ma oggi se ci sono meriti andrebbero condivisi, perché non abbiamo fatto ostruzionismo”. Giuseppe Simeone (PDL-Forza Italia) ha parlato di ritorno alla finanza creativa. Sul coinvolgimento nei lavori del consiglio si è soffermato Pietro Sbardella (Gruppo misto), rivolgendosi a Zingaretti: “ci piacerebbe avere un presidente che guida anche l’assemblea del Consiglio regionale. Abbiamo una decina di leggi presentate alla stampa e non ai consiglieri. Sono rimasti come un vetro rotto una serie di odg sulla sanità”. Fabrizio Santori (Misto) si è chiesto “dove sia questo lavoro fatto sugli sprechi e sugli sperperi. Anche i sindacati sono stati leggeri nelle loro affermazioni. Ci hanno promesso non passerà mai l’aumento dell’Irpef e invece ci ritroviamo l’Irpef più alta d’Italia”.
Il presidente della Regione Nicola Zingaretti, intervenendo a conclusione del dibattito, ha detto di vedere un clima connotato dal senso di responsabilità, pur nell’ambito di una normale e anche accesa dialettica politica; ciò è estremamente necessario, perché il “convitato di pietra”, come lo ha definito Zingaretti, vale a dire l’”immenso debito pubblico regionale” incombe su tutti e non solo su di una parte. Ma i primi risultati dello sforzo di “spending review” intrapreso già si intravvedono, a suo avviso, specie con riferimento a questioni come la problematica dei tempi di pagamento da parte della Regione.
“Non è serio fare dell’allarmismo”, specie quando ci sono dei lavoratori il cui posto di lavoro dipende dalle scelte dell’amministrazione, ha proseguito il presidente, che si è detto pronto, come richiesto nel corso del dibattito, a partecipare più attivamente ai lavori del Consiglio: la mole di lavoro che incombe sulle commissioni, specie dopo la loro riduzione di numero, è enorme, ma se si riesce a portarla a compimento l’opera di rinnovamento sarà importantissima.
