Con questa presente nota congiunta Federalberghi Roma – Filcams-CGIL, Fisascat-CISL e UILTUCS-UIL Roma e Lazio intendono esprimere alle Istituzioni in indirizzo la loro fortissima preoccupazione circa gli effetti negativi sugli attuali livelli occupazionali del settore che con molta probabilità si determinerebbero in conseguenza dell’innalzamento del contributo di soggiorno nelle misure indicate dalla delibera della Giunta Capitolina emanata il 30 aprile u.s. (7 euro per le strutture a cinque stelle, 6 euro per quelle a quattro stelle e così via).
La preoccupazione è che con siffatto innalzamento del contributo di soggiorno (praticamente raddoppiato rispetto all’attuale misura) vengano vanificati i grandi sforzi che queste parti sociali hanno compiuto negli ultimi anni al fine evitare, in una situazione di crisi e di recessione economica che ha colpito fortemente anche il settore turistico-ricettivo, l’espulsione dai processi produttivi della forza lavoro operante nel comparto, vero e proprio patrimonio condiviso dalle Parti e per questo da sempre congiuntamente e strenuamente difeso.
In tale ottica sono state condivise in questi ultimi anni soluzioni e procedure ‘conservative’ di ogni tipo (dalla Cassa Integrazione agli accordi di solidarietà, ecc), ivi compresa la sottoscrizione di contratti territoriali che hanno rimodulato, a dimostrazione di un reciproco senso di responsabilità, gli istituti premiali ivi previsti per i lavoratori in funzione della ridotta capacità di spesa delle aziende, tenuto conto che la crisi che sta attanagliando le aziende operanti nel settore è soprattutto una crisi di redditività (posto che l’occupazione camere è stata preservata in virtù dell’attuazione di politiche tariffarie incentivanti la domanda turistica).
Un raddoppio del contributo di soggiorno (nel caso delle strutture a 5 stelle si va addirittura oltre la misura doppia) sarebbe un duro colpo per l’intera filiera turistica (considerando ovviamente anche l’indotto) e metterebbe a serio rischio quei già precari equilibri (in primo luogo quelli di natura occupazionale) che, come si diceva, le Parti sociali hanno fin qui tentato di preservare utilizzando ogni strumento previsto dalla normativa vigente nonché dalla contrattazione collettiva.
Si andrebbe, infatti, quasi certamente incontro ad un processo di stagionalizzazione di centinaia di aziende turistico-ricettive romane con le ovvie e negative conseguenze legate alla perdita e/o alla precarizzazione di molti posti di lavoro. Si determinerebbe, altresì, in modo più che probabile, un abbassamento del livello qualitativo dell’offerta turistica cittadina e ciò a causa del fatto che tantissime strutture alberghiere sarebbero costrette a scegliere il declassamento per tenere i conti in equilibrio e sopravvivere.
Tenuto conto di quanto sopra esposto, auspichiamo vivamente che nell’ambito del dibattito finalizzato all’approvazione definitiva del bilancio di Roma Capitale vengano tenute in debito conto le considerazioni espresse nella presente nota ed al riguardo ci dichiariamo fin da subito disponibili a qualunque forma di confronto finalizzato ad una illustrazione più puntuale delle criticità da noi evidenziate.
Vittorio Pezzotti (Filcams-CGIL), Pietro Ianni (Fisascat-CISL), Giuliana Baldini (UILTUCS-UIL) Roma e Lazio e Giuseppe Roscioli (Presidente di Federalberghi Roma)
