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Tavolino pazzo, guerra al Campidoglio. “Fuorilegge, ma vogliono le tasse”

L’INTERVISTA. Da lunedì niente caffè vista Pantheon o cene a lume di candela nelle piazze del Centro Storico. Per Claudio Pica, presidente dell’Associazione esercenti, quella che sembra una minaccia dal 4 marzo sarà la realtà

di Alberto Berlini

Arriva la primavera, ma romani e turisti non potranno godere di una pausa pranzo all’aperto, né di una cena a lume di candela nelle piazze del Centro Storico che sempre regalano attimi di magia. Quella che è per ora solo una minaccia, dal 4 marzo sarà realtà.
Lo status quo di quella che è diventata la “guerra dei tavolini” Claudio Pica, presidente dell’Associazione esercenti, bar e gelaterie di Roma, lo ricostruisce ad Affaritaliani.it. “Torniamo in piazza, domani dalle 10 saremo in presidio con la Confesercenti alla Bocca della Verità, proprio sotto la finestra dell’assessore competente, aspettavamo una convocazione dal gabinetto del sindaco ma non è arrivata”.
Esercenti e commercianti lamentano come dal Campidoglio non siano mai arrivate risposte chiare in merito all’applicazione dei Piani di Massima Occupabilità del suolo pubblico che, secondo gli esercenti, limiterebbero fortemente la possibilità di posizionare tavolini nelle strade del Centro Storico.
“Noi siamo parte integrante della grande bellezza di questa città – esordisce Claudio Pica – si immagini cosa vorrà dire non poter sorseggiare un caffè vista Pantheon. Gli stessi turisti che vengono qua hanno delle aspettative. Noto un’incongruenza nel permettere ai camion bar di stazionare davanti al Colosseo mentre a noi viene vietato di poter offrire un servizio”.
Ad oggi quali sono le vostre aspettative?
“Noi vogliamo vivere, le aziende senza sapere quale sarà il futuro muoiono. Il 20 dicembre è stata concessa una proroga per l’istituzione di un tavolo tecnico, ma dal 22 gennaio tutto tace. Nel frattempo non possiamo assumere gli stagionali perchè non sappiamo se potremo continuare ad offrire il nostro servizio”.
Ma lunedì prossimo toglierete tutti gli allestimenti che finiranno “fuorilegge”?
“Questa decisione spetta ad ogni singolo esercente, ma da quel giorno rischiamo di essere sanzionati. Ma oltre al danno anche la beffa: pensi che qualcuno ha già pagato la prima rata per l’occupazione del suolo pubblico, così gli uffici amministrativi mandano la disdetta dei permessi, l’ufficio tributi continua a mandare i bollettini”.
Il caos…
“Siamo al punto che la mano destra non sa cosa sta facendo la mano sinistra, e pensare che gli uffici stanno nello stesso palazzo. Ma non non ci fermiamo, continuiamo a lottare e a scendere in piazza per confrontarci anche con i cittadini, mentre presto lanceremo un referendum per dar voce alle aspettative degli abitanti e dei turisti”.