Nel 2009 8 mila cittadini hanno firmato una delibera di iniziativa popolare per l’istituzione del registro comunale dei testamenti biologici. Il 25 giugno l’asseblea di Roma Capitale ha votato e approvato la delibera. Dal consigliere comunale Gianluigi De Palo, riceviamo e pubblichiamo.
di Gianluigi De Palo
Sono stato eletto per migliorare la vita concreta dei romani, non per scimmiottare il parlamento su un tema astratto che esula dalle competenze comunali.
Venite con me a domandare ai romani se gli interessa una città con servizi che funzionano o una con il Registro sul Testamento Biologico. Venite a domandare ai lavoratori della Multiservizi se preferirebbero una risposta alla loro situazione attuale o la possibilità di mettere una firma per decidere qualcosa di più grande di loro.
La cosa che più mi preoccupa è la maggioranza trasversale. Hanno votato con i radicali il PD, SEL, la Lista Marchini, il Nuovo Centro Destra, il M5s…
Ribadisco: la questione ideologica è morta. Le nuove alleanze sono legate a visioni antropologiche differenti.
Quale idea di uomo, di famiglia, di libertà, di vita lega queste persone che litigano praticamente su ogni decisione di aiuola o semaforo che vengono messi nella nostra città?
Questa sul Testamento Biologico è una delibera inutile. Tra un anno vedrete la percentuale delle persone che hanno firmato. Senza contare la distrazione di fondi pubblici (ci sarà bisogno di un ufficio e di alcuni dipendenti) per raccogliere documenti che non avranno alcuna valenza alla luce della mancanza di una legge nazionale.
