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“Topi” di laboratorio. L’incubo degli orafi

Si mascheravano come finanzieri per rapinare i gioiellieri. Arrestati due pregiudicati. In un colpo solo erano riusciti a portar via oltre 70mila euro e lingotti d’oro

La Squadra Mobile di Roma ha arrestato D’Andrea Dario di 53anni e Obeid di 41anni, entrambi pregiudicati, accusati di due rapine avvenute presso laboratori orafi nella capitale nel 2011. Era il 16 maggio quando, dopo essere entrati nel laboratorio orafo della società “Oro Italia Investimenti” in via De Saint Bon, indossando uno la divisa e l’altro un fratino della Guardia di Finanza, avanzavano il pretesto di dover eseguire una perquisizione ed un sequestro, giustificati con falso decreto apparentemente emesso dal Sostituto Procuratore della Repubblica. Armati di pistola avevano costretto i dipendenti a buttarsi a terra, li immobilizzavano con delle fascette in plastica e si facevano aprire la cassaforte, dalla quale avevano portato via oltre 17 chilogrammi di lingotti d’oro.
Le medesime modalità erano state usate anche il 10 ottobre 2011, questa volta in via Appia Nuova: a farne le spese il laboratorio orafo della società “Orogenesi”. Bottino di 7 chili d’oro e prima di darsi alla fuga li chiudevano nel bagno del laboratorio. 

I due erano già rinchiusi nel carcere di Regina Coeli perché tratti in arresto nel mese di novembre 2012 dalla Squadra Mobile di Roma, poiché responsabili di una rapina avvenuta  ai danni di un equipaggio di un furgone portavalori dell’Istituto di Vigilanza Privata “Delta Valori”, mentre era intento ad effettuare il versamento di alcuni plichi contenenti complessivamente la somma di 210.000 euro presso l’agenzia Unicredit in Via di Casal Morena. In quell’occasione erano riusciti ad impossessarsi di oltre 70 mila euro. La pronta reazione del conducente del furgone induceva i malviventi a fuggire repentinamente, costringendoli anche ad abbandonare i mezzi su cui erano giunti sul posto ed a rapinare i conducenti di alcune vetture private in transito.