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Tredici anni per una sentenza. Muore prima. Aveva 111 anni

LA STORIA. Nel 1995 viene ricoverato dopo un incidente stradale. Da allora parte la causa per il risarcimento danni che si ora si è estinta per la sua morte. E’ la vicenda di Antonio Z, un anziano che, a 11 anni suonati ha visto la Corte d’Appello di Roma rinviare per le “conclusioni” al 2016, quando avrebbe spento 114 candeline. L’uomo non ce l’ha fatta, dopo 18 anni di attesa per vedere riconosciuto il suo danno, si è arreso alla giustizia lumaca

di Fabio Carosi

E’ morto qualche giorno fa, sempre in attesa di un’udienza della Corte d’Appello di Roma. Antonio Z., nato a L’Aquila ma romano d’adozione, avrebbe compiuto 111 anni il prossimo 10 ottobre. L’ultima volta che era stato in Tribunale per una causa di risarcimento danni, di anni ne aveva 110 e al termine dell’udienza si è sentito dire che la sua causa per le conclusioni era rinviata al 2016, quando cioè avrebbe compiuto 114 anni.

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Non solo la giustizia è lenta ma non ha neanche pietà anagrafica e paradossalmente allunga la vita. La storia di Antonio comincia nel 1995. A raccontarla è una delle nipoti che, dopo la scomparsa del nonno, chiede di non essere citata: “Di dolore ne abbiamo già avuto abbastanza”, è il suo commento. Dunque, il nonno per un incidente stradale viene ricoverato per 30 giorni in ospedale. Sempre nel 1995, a ottobre, si tiene la prima udienza per il risarcimento del danno subito.
Da allora – come racconta la famiglia – si succedono una serie di udienze e di rinvii sino a quando, nel 2012 ( cioè 7 anni dopo) arriva la sentenza di primo grado che ha rigettato la domanda per un motivo formale. La citazione era nei confronti di una compagnia di assicurazione che all’epoca dei fatti non copriva il sinistro. Insomma, sette anni per scoprire che la causa era contro le Generali invece che contro l’Assitalia.
Dunque si ricomincia con un ricorso alla Corte d’Appello che, quest’anno, ha letto le carte e deciso l’ennesimo rinvio, quello al 13 marzo 2016. Antonio però non ce l’ha fatta. Dopo 18 anni di udienze e rinvii, si è arresto alla giustizia. Per avere ragione avrebbe dovuto aspettare il 114 esimo compleanno.