Marito, moglie e nove figli. Sopravvivere è un problema soprattutto se la sorte ha lasciato loro un’eredità che in molti avrebbero gettato nella spazzatura. Invece, Giulio Martelli, 47 anni e la signora Sabrina Pallotta, abitanti a Rieti, quando hanno trovato nella casa dello zio, ben nascosto nel cassetto di una scrivania di legno, un buono fruttifero delle Poste Italiane datato 1971 non si sono arresi
Armati di santa pazienza hanno iniziato la lor crociata contro le Poste Italiane per chiedere la rivalutazione del buono fruttifero e il ricalcolo del controvalore dalle vecchie Lire agli Euro. E alla fine hanno vinto. La coppia si è rivolta ai legali dell’associazione Agitalia che hanno effettuato una stima: tra interessi, rivalutazione e capitalizzazione per oltre 40 anni di pazienza nascosto nel cassetto, il buono si è trasformato in un tesoretto pari a 135 mila euro. Non male per una famiglia più che numerosa che non navigava nell’oro. Anzi. E così ora possono festeggiare.
Spiegano i legali di Agitalia: “Per informazioni relative alla riscossione di titoli di credito pubblici anche molto vecchi nel tempo (quali ad esempio : bot, libretti bancari e postali, buoni postali, polizze assicurative) è sufficiente scrivere alla nostra Associazione all’indirizzo agitalia@virgilio.it per ricevere telematicamente e gratuitamente tutte le informazioni necessarie, ovvero si può visitare il nostro sito www.agitalia.info dove nella sezione faq è possibile reperire importanti informazioni.
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LA STORIA. Muore lo zio materno e una coppia con nove figli trova un buono fruttifero del 1971. Parte la battaglia legale che si conclude con un tesoretto ricalcolato con interessi, rivalutazione e capitalizzazione per oltre 40 anni
