di Fabio Carosi
Ora si attende solo una conferma alla Regione, dove Zingaretti continua ad essere il favorito ma solo negli istant, le rilevazioni sconfessate dallo scrutunio. Ma il 26 febbraio 2013 quella che si sveglia è una Roma diversa. Dalle urne di Camera e Senato, la mappa del potere politico esce cambiata dallo tsunami Grillo che si abbattuto da nord a sud sugli schieramenti di centrodestra e centrosinistra. Quello che poi era il “centro” dei sedicenti cattolici è ridotto al lumicino. Per rintracciare l’Udc ci vuole addirittura la lente d’ingrandimento.
Grillo si prende Roma, versione “uno punto zero” e già prepara l’upgrade di maggio, quando la scossa tellurica che ha terremotato Pdl e Pd si prepara a colpire anche al Campidoglio.
Questi i numeri della prima vera rivoluzione politica dalla caduta dello Stato Pontificio, secondo lo scrutinio della Camera dei Deputati e rispetto alle elezioni del 2008. Il Pdl crolla dal 39,4 al modesto 18,7, lasciando nei seggi romani il 20,7 per cento, praticamente un partito. Caporetto contenuta per il Pd che dal 41% è passato al 28,6 perdendo 12,3 punti percentuale. La cura dimagrante riduce quasi della metà l’Udc che dal 4,1% passa all’1,2. Male, malissimo anche la lista “politica” del candidato governatore, Storace: dal 3,22 passa all’1,6.
Camera dei Deputati – dato definitivo
Chi invece dà segni di vita è la lista Monti che ha raccolto il gradimento del 7,8 per cento dei votanti. Ciò che i partiti hanno lasciato finisce nella borsa del Cinque Stelle che ora è il secondo partito con oltre il 27 per cento dei voti. Se l’analisi si posta nei Municipi, si scopre che l’età anagrafica e il reddito fanno la differenza in favore dei grillini.
A urne chiuse, il record lo segna il municipio VIII, Tor Bella Monaca, Torre Angela, Borghesiana, con il 34,49%. Poi c’è il Municipio XIII, Ostia, Acilia, Tor de Cenci, con il 33,66%. Sopra il 30% anche il Municipio VII, Prenestino, e il X, Tuscolano, Cinecittà, Appio Claudio. Man mano che ci si avvicina al centro il movimento, pur nell’eccezionalità del risultato, “perde” forza. Nel Municipio XV, Portuense, i grillini sono al 29% circa. Poi ancora il Municipio V, Tiburtino, Pietralata, San Basilio, dove sono al 28-29%. Nel mezzo i municipi VI, XVIII, XIX, dove l’M5S registra rispettivamente il 27,6%, il 26,74% e il 27,8%. Ancora nel Municipio XI l’M5S è al 24,5% e nel Municipio XVI al 23,7%. Le percentuali scendono decisamente nei quartieri del centro e in quelli più “ricchi”. La performance peggiore nel Municipio II, Parioli, con il 16,76%, poi il Municipio I, Centro storico, con il 18,76%, il XVII, Prati, con il 19% e il XX, Cassia, La Storta, Olgiata, con il 24,25%.
Ancora alcuni numeri che meglio delle percentuali danno l’idea di ciò che è successo e anticipano ciò che si profila per il rinnovo del Comune di Roma. Il primo partito della Capitale rimane il Pd con 458.637, seguito dal Movimento Cinque Stelle con 436.340 e dal Pdl con 299.568 voti.
