Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Roma » “Tutto poteva cambiare, tranne la famiglia”. Catizone: “Se la società non protegge i figli

“Tutto poteva cambiare, tranne la famiglia”. Catizone: “Se la società non protegge i figli

L’ALLARME – 2. Andrea Catizone Folena, presidente dell’Osservatorio sulla famigli Eurispes, sceglie affaritaliani.it per l’analisi sociologica: “Uccidere scardina le regole interiori della società”

di Andrea Catizone Folena *

La nascita di un bambino è oggi come allora un miracolo spontaneo che rivela la naturale perfezione dell’essere umano nel suo istinto primordiale di procreare. Nel rapporto filiale, poi, nell’incommensurabile profondità che esiste in questo legame  si esprime l’essenza dell’amore assoluto tra chi genera e quell ‘essere umani, così privo di difese, ma già immediatamente autonomo come soggetto. Vivere per i propri figli e con i propri figli è sempre stato un credo delle mamme e dei nuovi papà italiani: tutto poteva essere messo in discussione, fuorché il sentimento infinito e intoccabile tra una madre o un padre ed i propri figli.
Gli efferati omicidi che sono accaduti in questi ultimi giorni hanno infranto il cuore del nostro popolo per le modalità certo, ma soprattutto perché hanno colpito il volto innocente della società, quello senza colpe e senza peccati. Dove può affondare le radici un gesto così incomprensibile ed innaturale  di una madre o di un padre che ammazza i propri figli? Ammazzare qualcuno è già un atto folle vietato prima che dell’ordinamento giuridico  dalle nostre coscienze. Non uccidere è prima di tutto un principio morale che si trasforma anche in un precetto di legge per chi ne è privo. Uccidere un bambino e uccidere il proprio figlio scardina tutte le regole interiori ed esteriori che regolano la società intera.
Abbiamo spesso scherzato sul tipo di rapporto che le madri e oggi anche i padri italiani hanno con i propri figli, accusando questi ultimi di essere mammoni, figli di papà, bamboccioni, e altro. Ma dietro questa superficiale ironia, c’è la convinzione che il modello di famiglia e di società italiani, in cui nessuno mai viene lasciato da solo sia in effetti consolante.  In molti paesi stranieri, il cordone ombelicale si taglia troppo in fretta e ciascuno deve imparare cavarsela da sé, senza pacche sulle spalle o aiuti dai familiari che, invece da noi sono pronti a correre in soccorso a favore di un parente in stato di bisogno. Paesi in cui ad un certo punto quasi sembra che si smetta di essere genitori perché si presume che i figli, ad una certa età, debbano essere autonomi, senza fare poi un reale accertamento del caso specifico.
Ecco, forse quel “di più” di amore che si ripone nel rapporto con i propri figli da parte dei genitori Italiani sta venendo meno anche qui a casa nostra. Dobbiamo sempre imitare gli altri, anche quando le nostre abitudini sono migliori, quando invece sarebbe opportuno esportare quell’amore eterno. Dove va a finire una società che non protegge più i propri figli? Quei bimbi uccisi dai loro genitori sono figli di tutti e insieme dobbiamo fare un passo indietro da noi stessi per inserire quelle dosi di altruismo che ispirano il desiderio procreativo considerando sacro ed inviolabile il corpo umano degli altri, anche e soprattutto quello dei nostri figli.

* Avvocato, presidente dell’Osservatorio sulla Famiglia Eurispes