Si chiama “Micro-perc” la nuova tecnica mini-invasiva, sperimentata con successo per la prima volta su una bambina di 11 anni, che consente, attraverso strumenti miniaturizzati, di abbattere il rischio di danni ai reni e di ridurre di oltre il 50% i tempi di ospedalizzazione rispetto ai metodi tradizionali. Considerata una malattia tipica dell’adulto, la calcolosi renale colpisce 2 bambini su 100, rappresentando un problema anche per i più piccoli.
La nuova metodica si avvale di un ago sottile (da 1,6 mm) dentro il quale scorrono una finissima fibra ottica(0,9 mm) e una fibra laser (da 270 micron) con cui si riesce contemporaneamente ad avere una visione diretta dei calcoli renali e a distruggerli. Le dimensioni miniaturizzate della strumentazione riducono di molto il rischio di sanguinamento e di lesioni al rene, permettendo di trattare una buona parte di calcoli senza ricorrere alle tecniche “classiche”, molto aggressive per l’organo. Tra i vantaggi della nuova tecnica utilizzata al Bambino Gesù, esiti clinici ottimali, riduzione al minimo dell’invasività della procedura e della degenza ospedaliera
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