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Un morso gli stacca la carne La figlia in braccio, botte dalla ex

DRAMMA SEPARAZIONE. Luigi, 38 anni, romano. Va a prendere la bimba dall’ex compagna e nasce una discussione. La donna lo prende a calci e pugni con con un morso gli strappa dal braccio carne e muscolo. Quindi schiaffi su un orecchio sino a procurargli una lesione del timpano. Lui è un tecnico del suono e non può tornare al lavoro. La scena si consuma mentre tiene in braccio la figlia di tre anni e non si può difendere. Ad affaritaliani.it spiega: “Ora mi trovo di fronte al bivio: denuncio la madre di mia figlia o faccio finta di niente?”

di Fabio Carosi

Calci, pugni e un morso sul braccio che gli ha strappato un pezzo di carne e di muscolo. Poi ancora schiaffi sull’orecchio sino a quando la furia non si è placata grazie alla bambina di tre anni che l’uomo aveva in braccio e che gli impediva di difendersi.
L’aggressore è una donna di 35 anni, Giulia. La vittima è l’ex, Luigi, 38 anni. In tempi di violenza sulle donne e femminicidio, il caso di Luigi è l’emblema di come la violenza possa non avere confini.
La storia. Luigi è il classico padre separato. La fine della relazione è recente e nessuno dei due ha avuto tempo e forse voglia di normare quella che tecnicamente viene chiamata “la gestione del minore”. Così Luigi di sabato mattina si reca a casa dell’ex, quartiere nord di Roma, per prendere la piccola e trascorrere con lei una giornata “da padre”. L’ex scende in strada e chiede all’uomo di firmare il documento con il quale si autorizzano genitori, nonni e baby sitter ad andare a prendere i bambini all’asilo. E’ un atto formale che però ha la sua importanza. Luigi fa notare a Giulia che l’autorizzazione esclude i nonni paterni e qui scoppia la lite. L’uomo tiene la bimba in braccio e a quel punto l’ex inizia a sferrare calci e pugni. Si difende come può, stordito dalla reazione e preoccupato solo di proteggere la bimba. Giulia è una furia scatenata: lo morde ad un braccio e gli stacca un pezzo di carne, poi lo prende a schiaffi su un orecchio. La scena è pubblica e si svolge sotto casa della donna ma nessuno interviene. Alla fine Giulia ritrova la ragione e decide lei di chiamare il 113. Arriva la Volante per una chiamata con “aggressione in presenza di minore”. Ci vuole un minuto ma quando gli agenti arrivano la violenza è cessata. Decidono comunque di identificare madre e padre.

papa separati


Luigi a quel punto decide di non prendere la bambina e si va a far medicare al Pronto Soccorso. Ferita sul braccio a parte, gli schiaffi ripetuti gli hanno procurato la rottura del timpano. La prognosi è lunga: l’otorino decide per un minimo di 15 giorni, raccomandando all’uomo di farsi verificare. Dolore e disturbi a parte, il danno all’orecchio per un esperto tecnico del suono è un dramma. Niente lavoro e niente cuffie sino a quando l’orecchio non sarà guarito.
Solo che il destino si accanisce contro la coppia. Luigi e Giulia fanno più o meno lo stesso lavoro e sono destinati a rincontrarsi. Ora le vicenda è in mano ai legali che dovranno negoziare su una probabile denuncia d’ufficio per violenza e lesioni aggravate. Poi ci sarà il risarcimento. In mezzo c’è la piccola. Un esempio chiaro di come la violenza di specie sia una strada che non porta lontano. Commenta Ligi che ha affidato la sua storia ad Affaritaliani.it: “Mai alzata una mano in vita mia contro una donna, mai un reato. Mai nulla. Ora mi trovo di fronte al bivio: denuncio la madre di mia figlia perché mi ha staccato a morsi un pezzo di carne e rotto un timpano o faccio finta di niente. La violenza di genere non esiste, esiste solo la violenza e basta. Troppa demagogia e scarsa attenzione alle vicende familiari. Sono un uomo che ha subito una menomazione e ora dovrò andare davanti a un giudice il quale mi negherà l’affidamento di mia figlia. E’ sempre la solita storia”.