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Un piano verde che può tagliare le bollette fino al 40%: Tiburtina Valley, la rivoluzione parte dai tetti:

l Masterplan “Net Zero” punta a cambiare volto alla Tiburtina Valley attraverso fotovoltaico, accumuli energetici, recupero delle acque e interventi ambientali. Il risultato atteso è doppio: ridurre consumi e vulnerabilità climatica e, soprattutto, far scendere fino al 40% la bolletta energetica delle imprese.

Un piano verde che può tagliare le bollette fino al 40%: Tiburtina Valley, la rivoluzione parte dai tetti:

Fotovoltaico sui capannoni, accumuli, recupero dell’acqua e nuovi interventi contro il caldo. Il Masterplan “Net Zero” punta a trasformare il quadrante industriale della Tiburtina in uno dei poli produttivi più efficienti d’Europa. Potenziale solare da 156 MW.

La transizione ecologica, vista dalla Tiburtina, ha un argomento piuttosto convincente: bollette più leggere. Il nuovo Masterplan “Net Zero” dedicato alla Tiburtina Valley mette infatti sul tavolo un piano che intreccia energia, acqua e infrastrutture con un obiettivo molto concreto: ridurre i costi delle aziende e rendere più competitivo uno dei principali distretti industriali e tecnologici di Roma.

Il progetto, inserito nel programma europeo “Net Zero Districts”, è stato elaborato da Roma Capitale insieme a Unindustria, Acea e Areti e guarda a un’area che concentra imprese dell’ICT, aerospazio, logistica e manifattura avanzata.

Un’enorme centrale solare sopra le fabbriche

Il numero che più colpisce riguarda i tetti. Oggi nell’area risultano installati appena 10,5 MW di fotovoltaico su 77 edifici. La superficie disponibile permetterebbe invece, secondo il Masterplan, di superare 156 MW di potenza, arrivando a produrre quasi 200 GWh di energia ogni anno.

Non solo pannelli. Il sistema dovrebbe integrare batterie di accumulo, comunità energetiche tra imprese e la piattaforma RomeFlex di Areti, capace di gestire in maniera più efficiente domanda e offerta di elettricità.

La stima è significativa: per le aziende il risparmio sulla spesa energetica potrebbe oscillare tra il 20 e il 40%, con investimenti recuperabili in un arco compreso tra tre e otto anni.

L’acqua diventa una risorsa da usare due volte

L’altro fronte riguarda una questione destinata a pesare sempre di più: l’acqua. Il piano prevede il potenziamento del depuratore di Settecamini, il completamento della rete fognaria industriale e soprattutto il riutilizzo delle acque trattate, riducendo così il ricorso ai pozzi e la pressione sulla falda.

Previsti anche interventi contro l’“isola di calore”: meno asfalto impermeabile, pavimentazioni drenanti e nuove alberature lungo l’asse della Tiburtina.

Per il sindaco Roberto Gualtieri, la sfida consiste nel trasformare la sostenibilità in uno strumento di competitività economica. Sulla stessa linea il presidente di Unindustria Giuseppe Biazzo, che vede nella Tiburtina, tra Tecnopolo, Rome Technopole e prospettive legate al supercalcolo, le condizioni per costruire un vero distretto industriale di dimensione europea.