di Alberto Berlini
Il progresso ha una cattiva fama, in un momento storico in cui si torna spesso ad ammirare la “vita mitica”, ma proprio dall’esempio di un uomo che ha speso la sua vita per dimostrare l’importanza degli investimenti in campo farmaceutico nasce un nuovo premio dedicato alla salute, ai progressi scientifici in questo campo e alla lotta per sconfiggere le malattie, tutte le malattie, rare e meno rare, perché “non ci sono malati rari o meno rari, ma solo persone che hanno bisogno di cure”.

Angelo Zanibelli, l’ingegnere come era chiamato, è stato il direttore della Comunicazione e Relazioni istituzionali di Sanofi Italia fino alla sua prematura scomparsa nel luglio scorso. A ricordare il suo esempio, in una cerimonia presso la sala Zuccari del Senato, tanti “amici” personaggi della politica e dell’imprenditoria, ma anche l’occasione per lanciare un concorso, aperto a tutti gli autori viventi, italiani o stranieri, di libri saggi, manuali di argomento sanitario, pubblicati in prima edizione e in lingua italiana nel corso del 2012. Nel nome dell’ingegnere è nato il Premio Leggi In Salute “Angelo Zanibelli”, che verrà assegnato da una giuria presieduta dal Gianni Letta e composta da rappresentanti delle istituzioni, associazioni e da esperti in materia sanitaria.
Nel corso della premiazione che avverrà il 9 ottobre prossimo saranno consegnati anche due riconoscimenti speciali. Il primo è il “Personaggio dell’anno in ambito sanitario”, riservato a chi tramite la sua attività avrà contribuito a una miglior comprensione di temi clinici e sanitari. L’altro è “Migliore informazione in salute e sanità”, che andrà all’autore di un articolo oppure di un servizio radiofonico o televisivo particolarmente interessante. Per partecipare è necessario inviare entro il 2 settembre una descrizione sintetica dell’opera e 5 copie del volume. La domanda di partecipazione è scaricabile dal sito www.sanofi.it
Il ricordo di Zanibelli non può però prescindere dalla sfera personale come ricordato da Gianni Letta “Il comun denominatore della sua vita è stata una profondissima sensibilità sociale che dovrebbe guidare tutti coloro che operano all’interno della sanità: il suo è il miglior esempio della cultura sanitaria moderna più virtuosa”.
Una carriera interamente dedicata all’industria farmaceutica, un percorso umano e professionale che è stato ribadito dalle parole di Arturo Zanni, amministratore delegato di Sanofi Italia. “Zanibelli ci ha mostrato che il benessere collettivo è il risultato di molteplici attori sociali, capaci di fare rete per contribuire alla costruzione di un circolo virtuoso per l’intero Sistema Paese, con il comune intento di mettere la persona e i suoi bisogni al centro”. “Una voce fuori dal coro – ha ricordato Pier Ferdinando Casini, che aveva conosciuto Zanibelli durante il suo impegno al comune di Cremona – La sua attività è sempre stata declinata all’insegna di un profondissimo senso di umanità”. Una cultura umanistica ricordata anche da Franco Marini “Un intreccio virtuoso tra impegno, competenze e passione che tira in ballo anche la questione dell’evoluzione tecnologica come vettore per incrementare la possibilità di cure”.
