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Un romano su tre non vota. Pd in crisi, Marchini ci prova

LA BATTAGLIA PER IL CAMPIDOGLIO -16. Sondaggio esclusivo Affaritaliani.it-Datamonitor. La differenza tra Marino e Alemanno torna a tre punti percentuali, cresce invece il numero di coloro che dichiarano di non votare o di non aver ancora deciso. L’analisi delle coalizioni premia come candidato Alfio Marchini che ha quasi 5 punti di differenza con il Movimento che lo sostiene e si prepara a fare man bassa col voto disgiunto. Si conferma la difficoltà del centrosinistra che, rispetto alle Regionali, è sotto di 9,2 punti. Cinque Stelle stabile. IL DOCUMENTO

di Fabio Carosi

Sempre tre punti meno qualche decimale separano Alemanno da Marino. E poi il Cinque Stelle di De Vito, in lieve ripresa e il quarto uomo, Alfio Marchini, che ora fa paura a tutti i concorrenti. E l’ultima sorpresa: un romano su tre non ha deciso se andare alle urne ed eventualmente per chi votare. Insomma, un voto confuso, appeso alla capacità dei contendenti di sedurre nelle ultime due settimane. E la disaffezione al voto è decisamente figlia dell’altissimo numero di candidati e dalla difficoltà di individuare nei programmi ciò che è realizzabile veramente dalle promesse.
E’ questa la fotografia del sondaggio “last minute” che affaritaliani.it ha commissionato in esclusiva alla società Datamonitor. Una fotografia nell’ultimo giorno utile per interrogare i cittadini col metodo del sondaggio, dopodiché sarà silenzio.

alemanno marino


Subito i numeri che i rilevatori della società di Natascia Turato hanno estratto da oltre 4 mila interviste telefoniche necessarie a raggiungere il campione ottimale di mille romani: Ignazio Marino è inchiodato al 35 per cento, seguito appunto da Gianni Alemanno al 32,4, poi Marcello De Vito al 15,8% e Alfio Marchini che segue silenzioso. Ma perché tanta attenzione su Marchini? É l’analisi “dell’aggregato per coalizione” a spiegare la rivoluzione che si prepara alle urne. Intanto un elemento di considerazione: qualora Marino e Alemanno dovessero essere confermati si andrà ad un ballottaggio dova la differenza la potrebbe fare solo Marchini, visto che il Cinque Stelle non ha mai manifestato l’intenzione di appoggiare altri concorrenti. E lo stesso imprenditore che piace al centrodestra e pure al centrosinistra non nasconde la speranza di un colpo magistrale negli ultimi giorni, poiché le interviste di Datamonitor confermano il trend in corso: tutti i candidati “forti” hanno differenze palesi tra l’intenzione di voti “personale” e quella che i cittadini danno alla coalizione. A sinistra la colazione che sostiene Ignazio Marino segna un 37 per cento e quindi due punti in più del candidato; a destra la tendenza “sclerotica” è meno visibile e ha solo alcuni decimali, mentre Marchini a fronte di un 7,5 che viene accreditato al suo Movimento della Cittadinanza, vede il gradimento del candidato schizzare verso il 12 per cento. Da sempre quarto incomodo, Marchini punta a porsi come alternativa per entrambi gli schieramenti per chi non se la sente di votare Marino e Alemanno. Insomma l’outsider nuovo che potrebbe guastare la festa a chi prevede un ballottaggio già deciso.

alfio marchini

E i sondaggisti, presi dall’interpretazione dei numeri, sanno benne che quando i “numero non tornano”, o i cittadini mentono, oppure si preparano a quel fenomeno tipico delle amministrative di votare una coalizione e poi un candidato antagonista. Dietro il fenomeno non c’è solo la crisi che attraversa il Pd e la lontananza del candidato Marino, calato a Roma dopo le primarie contestate, ma anche il peso di una legislatura caotica di Gianni Alemanno, per il quale nelle due ultime settimane si farà sentire il peso degli scandali. Ecco allora un terzo dei romani che non vede una speranza e che si prepara, in caso di ballottaggio tra i due, ad andare al mare.
Sempre per il Pd, si conferma anche una clamorosa perdita di consensi rispetto alle Regionali. Con Zingaretti candidato il centrosinistra aveva raggiunto a Roma e nel Lazio il 46,2 per cento. Le intenzioni di voto lo danno al 37. Un flop clamoroso che fa paura. Diversa la situazione dalla parte opposta: dal 28,3 delle Regionali, Pdl&soci volano al 32,7 per cento con una tendenza al rialzo.


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