Il Margutta Veggy Food & Art inaugura “Brivido Pop – Un sacco belle”, la personale curata da Marco Dionisi Carducci e ideata da Tina Vannini. Dive, capolavori dell’arte e memoria collettiva si mescolano in collage digitali ironici e sorprendenti.
Marilyn Monroe accanto a una Venere rinascimentale, Brigitte Bardot che dialoga idealmente con Goya, Sophia Loren e Stefania Sandrelli trasportate fuori dallo schermo e dentro un nuovo universo visivo. È il gioco di rimandi, collisioni e citazioni che anima “Brivido Pop – Un sacco belle”, la mostra in programma a Roma dal 2 ottobre 2026 al 20 gennaio negli spazi de Il Margutta Veggy Food & Art.
Curata da Marco Dionisi Carducci e ideata da Tina Vannini, l’esposizione porta al centro il lavoro di Brivido Pop, artista che parte dalle immagini più riconoscibili del cinema e della cultura popolare per smontarle e ricomporle in narrazioni nuove.

Dive, madonne e capolavori fuori contesto
Il meccanismo è quello del collage, ma aggiornato all’era digitale. Attrici, opere d’arte, grafica cinematografica e simboli della memoria collettiva finiscono nello stesso fotogramma. Non per semplice provocazione, ma per creare cortocircuiti visivi capaci di generare significati diversi.

Il cuore del percorso è “Un sacco belle”, opera che riunisce Brigitte Bardot, Rita Hayworth, Marilyn Monroe, Stefania Sandrelli e Sophia Loren. A fare irruzione nella scena c’è anche il maresciallo Carotenuto di Vittorio De Sica, mentre sullo sfondo aleggia il richiamo alla Maja desnuda di Goya.

La bellezza diventa memoria
Il risultato è un immaginario volutamente esuberante, dove la bellezza femminile non resta semplice esercizio estetico. Quelle donne sono icone, ma anche attrici che hanno attraversato epoche, mutato linguaggi e contribuito a definire il costume. Brivido Pop definisce i suoi lavori come un “minestrone” o una “macedonia” di riferimenti, metafora ironica ma efficace di una tecnica costruita sull’accostamento. Il curatore Dionisi Carducci sottolinea invece la capacità dell’artista di usare immagini note per raccontare il presente attraverso la memoria.
Per Tina Vannini, la mostra nasce proprio come un omaggio al cinema che supera lo schermo: pubblicità, fumetto, pittura e ricordi personali si sovrappongono fino a creare un nuovo racconto. E così, tra veneri botticelliane, madonne caravaggesche e dive hollywoodiane, il cinema torna ancora una volta a fare ciò che gli riesce meglio: trasformare i volti in miti e i miti in memoria.


