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Un viaggio in tir e senza musica. Film fest low cost ma resiste

L’INTERVISTA. A sorpresa il Marc’Aurelio va ad Alberto Fasulo e alla storia di Branko: “Questo premio è il traguardo di 5 anni di lavoro”… Anche se “toglierei tutti i premi dai festival perché condizionano erroneamente la gente che considera bei film solo i vincitori. Invece dipende da una giuria”. Molti dei premiati (come Scarlett Johansson ) assenti alla consegna dei riconoscimenti, ma la kermesse resiste alla crisi aumentando i biglietti venduto e le presenze dei buyers. LA GALLERY

di Elisa Silvestrin

Alla fine ha vinto l’Italia. Il Tir di Alberto Fasulo si aggiudica il Marc’Aurelio d’Oro. Madrina della cerimonia di premiazione l’attrice Anna Foglietta che insieme al direttore artistico Marco Müller ha premiato i vincitori di questa ottava edizione.
La giuria con a capo James Gray ha sorpreso assegnando con coraggio la miglior interpretazione femminile alla bellissima Scarlett Johansson per “Her” di Spike Jonze il cui corpo non appare mai sul grande schermo poiché l’attrice presta solo la voce al sistema informatico di nome “Samantha”. Assente alla premiazione – come molti altri artisti- super Scarlett ha conquistato tutti con la sua performance.


Alberto Fasulo, regista friulano già noto per il , “Rumore Bianco”, che a bordo del suo “Tir” ha raccontato la solitudine e i sacrifici del camionista Branko, sceglie Affaritaliani.it per un racconto-analisi.
Come si sente dopo la vittoria?
“Camionista più che mai! Sono sempre un lavoratore precario, con la preoccupazione di arrivare a fine mese. Questo premio è il traguardo di 5 anni di lavoro, mi sono chiesto se volevo davvero finire il film considerato quanto viscerale era diventato il rapporto, la vittoria è che sia nato.
In che modo ha vissuto il Festival?
“Sapendo che era molto importante vincerlo, non tanto per me bensì per il film. Per quanto mi riguarda toglierei tutti i premi dai festival perché condizionano erroneamente la gente che considera bei film solo i vincitori. Non è così, tutto dipende dal giudizio soggettivo di una giuria”
In questo caso, alla giuria è piaciuto il suo...
“Sono felice che Tir sia stato compreso..e mi auguro che il pubblico guardandolo senta che qualcosa può cambiare”.
Nel film nessuna colonna sonora. Ha affermato che non voleva indurre le emozioni nello spettatore...
“Esattamente, voglio solo fargli fare un viaggio. In realtà tutti i suoni, i rumori legati al mondo che Branko vive, sono colonna sonora, sostanza della storia non decorazione. Il pubblico è libero di vivere la propria empatia”.

Un film che come gli altri italiani in gara ha uno stile documentaristico, l’attore ha preso davvero la patente per i camion e si è fatto assumere da una azienda di trasporti. Oltre a questo desiderio di mettere in scena la verità c’è un altro ‘tormentone’ che gli accomuna, ovvero l’essere low budget. Ebbene anche il mondo dei lustrini e tappeti rossi rispecchia la situazione economica del nostro bel Paese, ma non si arrende. Idee e passione, queste le ancore di salvezza per trasformare un problema in opportunità.
Nonostante i tagli al budget del Festival, i numeri testimoniano un successo: il 20% in più di biglietti emessi, oltre 150 mila presenze stimate in 10 giorni. Bene anche il mercato del cinema “the business street” segnala l’aumento del 30% degli accrediti internazionali e più 15% i buyers.