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Una ballerina che non balla… ma in grado di svuotarti il conto: la nuova truffa corre su WhatsApp

Una donna residente in provincia di Roma è stata denunciata per una frode realizzata attraverso la cosiddetta “truffa della ballerina”. Dopo aver sottratto account WhatsApp con la scusa di un concorso di danza, avrebbe contattato amici e parenti delle vittime chiedendo denaro. Gli investigatori invitano a non condividere codici di verifica e a controllare sempre l’identità di chi richiede pagamenti online.

Una ballerina che non balla… ma in grado di svuotarti il conto: la nuova truffa corre su WhatsApp

Un semplice messaggio che invita a votare per un presunto concorso di danza può trasformarsi in una trappola digitale. Una donna residente nella provincia di Roma è stata denunciata dopo un’indagine che ha ricostruito un sofisticato raggiro su WhatsApp, capace di prendere il controllo degli account e convincere amici e parenti a inviare denaro.

La leva è quella classica: la fiducia

La nuova frontiera delle frodi online passa da WhatsApp e sfrutta un ingrediente sempre efficace: la fiducia. A finire nei guai è una donna residente nell’area metropolitana di Roma, denunciata dagli investigatori con accuse che vanno dalla truffa alla sostituzione di persona, fino all’accesso abusivo a sistemi informatici.

L’inchiesta, avviata in Sicilia, ha fatto emergere un meccanismo tanto semplice quanto insidioso, ormai conosciuto dagli esperti di sicurezza digitale come “truffa della ballerina”. Il nome deriva dal contenuto del messaggio utilizzato per agganciare le vittime: una richiesta apparentemente innocua di votare una giovane concorrente impegnata in un fantomatico concorso di danza.

Ecco come funziona il raggiro

Chi riceve il messaggio viene invitato a cliccare su un link e a inserire un codice di verifica. È proprio quel passaggio a consentire ai truffatori di impossessarsi dell’account WhatsApp. Da quel momento il profilo viene utilizzato per contattare amici, parenti e conoscenti della vittima, sfruttandone identità e credibilità.

Le richieste che seguono hanno quasi sempre carattere d’urgenza: un pagamento da effettuare rapidamente, un prestito temporaneo o una somma necessaria per risolvere un problema improvviso. Ed è proprio facendo leva sull’emotività che i malintenzionati riescono spesso a ottenere bonifici e trasferimenti di denaro.

Il caso che ha portato alla denuncia

Nel corso delle indagini è emerso che una familiare della persona derubata dell’account aveva creduto autentica la richiesta ricevuta via chat, effettuando un versamento di quasi 400 euro. Seguendo il flusso del denaro e ricostruendo i movimenti telematici, gli investigatori sono riusciti a individuare il conto utilizzato e a risalire alla presunta responsabile. L’episodio riaccende l’attenzione su una minaccia in crescita anche a Roma e nel Lazio, dove le truffe digitali sfruttano sempre più spesso i social network e le applicazioni di messaggistica.

Come difendersi

Le forze dell’ordine ricordano alcune regole fondamentali: non comunicare mai a terzi i codici ricevuti via SMS, attivare la verifica in due passaggi su WhatsApp e diffidare di richieste di denaro ricevute esclusivamente tramite chat. In caso di dubbio, la soluzione più semplice resta anche la più efficace: telefonare direttamente alla persona che sta chiedendo aiuto e verificare che sia davvero lei dall’altra parte dello schermo.