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Una caramella alla finestra dei Fori, “Ciao Mariella”, il ricordo di Morassut

Una caramella alla finestra dei Fori, “Ciao Mariella”, il ricordo di Morassut
Walter Veltroni
Il depurato Pd Roberto Morassut affida ad affaritaliani.it il suo affettuoso ricordo di Mariella Gramaglia. “Un’intellettuale e non una “donna di Partito” che pagò a caro prezzo; era la mia compagna di banco in Giunta”
Una caramella alla finestra dei Fori, “Ciao Mariella”, il ricordo di Morassut

di Roberto Morassut *

Ciao Mariella

Una telefonata, Mercoledì verso le 13: “Sono Walter. Volevo dirti che purtroppo Mariella non c’è più”. Se n’è andata con il suo sorriso, quel sorriso dolce e inconfondibile e quella voce sottile ma incisiva. Mariella non c’è più. Cosa ricordo di Mariella in questo momento? Tante, tantissime cose.
Ma soprattutto ricordo di non aver mai avuto con Mariella un serio motivo di contrasto nei lunghi anni nei quali abbiamo lavorato insieme nella Giunta di Roma guidata da Walter Veltroni tra il 2001 e il 2008. Con lei si lavorava “in squadra” e si poteva contare sulla sua intelligenza e sulla sua gentilezza, qualità non facili da trovare sul mercato della politica e purtroppo un po’ in ribasso ovunque.
Mariella ha avuto un percorso politico e intellettuale interamente laico, nella sua cultura e anche per l’autonomia e l’indipendenza delle sue scelte che avevano alla base una buona dose di coraggio. In quello che un tempo veniva definito il “movimento delle donne” ebbe un ruolo di primo piano come direttrice di “Noi donne” la rivista più importante che tra gli Anni ’70 e gli Anni ’80 fu il cuore dell’elaborazione della sinistra sul tema dei diritti delle donne e delle grandi riforme per i diritti civili.
Come giornalista, iniziò giovanissima a scrivere sul Manifesto, dove ancora oggi ricordano la sua passione politica e la sua onestà intellettuale, caratteristiche che portò con lei anche quando scelse di dedicarsi direttamente all’impegno politico, prima nel gruppo della “Sinistra indipendente”, poi aderendo e sostenendo la “svolta della Bolognina” e la nascita del PDS al quale aderì, pur senza mai confondersi con le forme apparatizie e conformiste che abitano sempre qualunque partito. Mariella era un’intellettuale e non una “donna di Partito” e senza nulla togliere alla seconda categoria di persone va detto che questa caratteristica le costò qualcosa e le fece pagare un prezzo. Ma era lei. Fatta così.
Quando fui eletto Segretario della Federazione romana del PDS fece parte con Marco Causi ed altri importanti dirigenti del Partito di allora e di oggi della segretaria cittadina e mi aiutò non poco a vivere quell’esperienza guardando più alle cose esterne, della città, che alla vita interna di Partito. Con Rutelli e Veltroni fu prima Vicedirettrice generale del Comune di Roma e poi Assessore alla Semplificazione.  Ed è qui che la conobbi nel lavoro quotidiano amministrativo ancor meglio degli anni precedenti. Tra le innumerevoli cose che segnarono la sua esperienza di Assessore, inventò con Veltroni lo “060606”, un servizio per i cittadini di chiamata diretta al Comune di Roma per avere risposte immediate e concrete su ogni piccolo o grande problema quotidiano, saltando le pastoie burocratiche.
Invento l’Agenzia digitale per rivoluzionare i servizi informatici del Comune, seguì con cura e amore la creazione di nuove strutture per dare corpo alla diffusione delle culture giovanili con realtà come “Enzimi”, creò, praticamente dal nulla gli Uffici per le relazioni con il Pubblico, le Banche del Tempo. Si tratta di esperienze di straordinaria innovazione, per l’epoca ma valide ancora oggi, e che furono poi mutuate in moltissimi Comuni italiani.
Io la ricordo con grande affetto. Era mia “compagna di banco” in Giunta. Mai una parola o un’espressione fuori posto e sempre un sorriso o una carezza. Cose che ti facevano davvero sentire in una squadra, che ti aiutavano ancora di più ad avere la sensazione e la prova che si lavorava per un fine comune, per lasciare qualcosa che sarebbe rimasto alla comunità che servivamo con onore ma anche con enormi oneri.
Poi, dopo la stagione in Campidoglio, Mariella scelse di andare in India per fare un’esperienza in un importante sindacato autonomo di donne, un progetto che fu lanciato allora dalla Cgil. Non deve essere facile cambiare così radicalmente la prospettiva della propria vita quando non si è più giovanissimi. Ma Mariella ancora una volta dimostrò un coraggio ed una apertura di idee e di fiducia nella vita assai rara.
La tristezza che mi ha assalito quando Walter Veltroni mi ha detto che non c’era più è stata grande. Sapevo che Mariella non stava bene ma l’avevo incontrata qualche mese fa alla Camera e sebbene mi avesse raccontato dei suoi problemi, l’avevo trovata fiduciosa e con il suo solito aspetto solare.
Sono passati pochi anni dal 2008 quando l’esperienza di amministratore al Comune di Roma si è per me conclusa. Eppure sembra un tempo lontano.
Non solo per tante cose che riguardano la politica in Italia e per il clima difficile che nel frattempo si è diffuso ma soprattutto per le troppe persone che sono venute a mancare: Mariella Gramaglia, Gianni Borgna, Mario Di Carlo, Maurizio Marcelloni, Franco Dalia e diversi altri. Tutti andati via in poco tempo e improvvisamente. Restano i ricordi, le immagini: “Buongiorno, segretario possiamo cominciare a discutere e votare le delibere di oggi?”.
Tra gli altri un lunedì di quegli anni. Veltroni al centro del tavolo della Giunta capitolina, sul quale fu firmato l’atto di costituzione della Repubblica romana, nella Sala delle Bandiere apre una seduta della Giunta. Mariella alla mia destra.
In controluce davanti alla finestra luminosa che dà sul Foro romano, Sorride e mi passa una caramella. Ciao Mariella.


* Parlamentare Pd, già assessore comunale all’Urbanistica