“Roma è tra le grandi città del mondo che hanno accolto moltissimi ciprioti e con Cipro ha un forte legame culturale, un solido rapporto commerciale e un significativo flusso turistico di scambio”. LA GALLERY
di Marcello Aranci
Cipro è la terza isola per estensione del mare Mediterraneo, con una popolazione di circa un milione di persone. Un paradiso incontaminato che è ancora vittima di una vecchia frattura dovuta all’occupazione militare turca di quasi 40 anni fa. Una ferita che rimane ancora aperta e che ha segnato inevitabilmente anche l’infanzia di tantissimi ciprioti al punto che moltissimi di loro hanno lasciato l’isola cercando ospitalità nelle nazioni vicine, e tra queste ,l’Italia.
Il racconto dell’Ambasciatore della Repubblica Cipriota Leonidas Markides a Roma come rappresentante del governo da due anni e mezzo. “Italia e Cipro sono partner consolidati, con un importante interscambio tra prodotti agroalimentari e industriali, forniture elettroniche e accessori di moda. Una bilancia commerciale di circa 800 milioni di euro con un rapporto dell’80% a favore dell’Italia. Ma al di là di questo abbiamo un fortissimo interscambio culturale, anche perché la nostra presenza è molto numerosa qui da voi, con diverse comunità sparse su tutta Italia come ad esempio quella di Teramo. La sintonia culturale con il vostro Paese, e devo dire in particolare con Roma, è straordinaria. Abbiamo addirittura instaurato un gemellaggio tra un Comune di Cipro e l’ex terzo Municipio (c’è anche tra Venezia e Larnaca) con scambi culturali reciproci che avvengono una volta l’anno, oppure l’annuale settimana della cultura cipriota a Roma che realizziamo in occasione della festa Nazionale della Repubblica. Ma non è tutto, siamo un paese, come l’Italia del resto, con una grande tradizione archeologica e anche in questo settore sono fittissime le collaborazioni, perfino in ambito universitario”.
Il rapporto dell’Ambasciatore con la città di Roma è ottimo e al di là del legame professionale molto forte c’è qualcosa in più che lo affascina. “Dire che Roma è una città meravigliosa può sembrare banale, ma non mi riferisco solo all’aspetto estetico, parlo della partecipazione umana della gente e in più della diffusa e profonda spiritualità che si respira nell’aria, dalle chiese del centro alle parrocchie di periferia. Sicuramente la presenza del Vaticano influisce molto nella cultura religiosa dei romani, ma è straordinario come essa sia fondata sull’accoglienza, e in fondo questo è un po’ anche nel dna del nostro paese, dove coesistono pacificamente diverse anime religiose come quella ortodossa, quella mussulmana, quella armena, quella maronita e quella cattolica di rito latino. Ecco, forse questa spiritualità è molto affine a quella cipriota e devo dire anche questo contribuisce a far si che Roma sia un posto straordinariamente accogliente, oltre ad alcuni aspetti climatici che la rendono molto simile a Cipro”.
Cipro ha una valenza strategica nel Mediterraneo e in questi anni sta acquistando anche una sua centralità sotto il profilo energetico avviando collaborazioni importanti con aziende italiane come l’Eni. Tuttavia, in questo anno Cipro è balzata agli onori delle cronache per colpa della profonda crisi che la ha attraversata e oltre a questo ha subito anche pesanti accuse arrivati da parte di Servizi Segreti di altri paesi di non fare un attento monitoraggio sulla lecita provenienza del denaro. Queste accuse hanno provocato una profonda irritazione da parte del Governo Cipriota. ”Si tratta di valutazioni del tutto arbitrarie, senza dubbio inopportune, ma soprattutto errate. Siamo a tutti gli effetti fuori dalla Black List dell’OCSE e siamo nella lista bianca esattamente come l’Italia e altri Paesi dell’Unione – afferma l’Ambasciatore – abbiamo subito una campagna di stampa che ha prodotto accuse gratuite senza fornire prove. In ogni caso le nostre autorità di garanzia e di controllo hanno verificato la corretta aderenza alla rigida normativa europea, confermando l’assoluta regolarità delle nostre operazioni. È evidente che il siamo un’economia fortemente incentrata sui servizi, che rappresentano 81% del nostro PIL e all’interno dei servizi è molto marcata la presenza di attività finanziarie. Siamo un Paese moderno, stabile, con una pressione fiscale ottimale per qualsiasi investimento”.
A Cipro hanno la loro sede oltre 250.000 società e la flotta mercantile è di quasi 1500 navi che si muovo lungo tutto il pianeta. “Queste attività da parte un Paese piccolo come il nostro generano inevitabilmente molte antipatie. Ma Cipro è e rimane un Paese dalla vocazione di grande accoglienza per i numerosi turisti che ogni anno ci visitano e per gli altrettanto numerosi investitori che trovano in Cipro un partner maturo ed affidabile con un alto potenziale di sviluppo e l’Italia sta mostrando un grande interesse verso il nostro Paese che può rappresentare un’occasione di crescita reciproca”.

